L’attendismo del Torino sul mercato è come giocare alla roulette russa

L’approccio e la prestazione dell’arco della gara non sono sempre quelli giusti. Servono innesti in ruoli chiave che risolvano queste problematiche.
16.08.2019 17:11 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Mazzarri e Cairo
Mazzarri e Cairo

“Oggi avremmo voluto fare una partita migliore di quella che abbiamo fatto. Ci siamo resi conto che l’avversario in realtà era molto più forte di quanto il risultato all’andata avesse fatto pensare. L’avevo fatto capire ai miei giocatori, che loro ci avrebbero creduto e avrebbero attaccato molto più del match dell’Olimpico. Detto ciò, chiunque ha giocato a calcio sa che quando hai un vantaggio così ampio come avevamo noi non è mai facile scendere con l’adrenalina giusta, quella con cui giochiamo sempre.
Il prossimo turno? Dovremo dare il meglio di noi, indipendentemente da chi sarà il nostro avversario (Wolverhampton, ndr). Dato che giocheremo il primo match in casa, sarà importante non subire gol. Di sicuro dovremo fare meglio la fase difensiva rispetto a oggi”. Questa è stata la disamina di Mazzarri fatta dopo la partita con lo Shakhtyor Soligorsk riportata sul sito del Torino Fc, quindi, le parole del mister sono incontestabili.

Ieri sera a Minsk il Torino nei primi minuti ha subito il pressing degli avversari che dopo solo quattro hanno colpito la traversa con Ebong e dopo altri due minuti Sirigu ha fatto una parata su tiro pericoloso di Balanovich questo perché il centrocampo, in particolare, e comunque tutta la squadra non aveva approcciato nel modo giusto la partita. Per carità quando all’andata si è vinto cinque a zero non si corrono grandi rischi anche se si subisce un gol, ma visto che in passato questo ha portato a sconfitte con tanto di rammarico per i punti lasciati per strada vuole dire che il problema dell’approccio alla partita non è stato ancora del tutto superato. Per onestà va detto che Mazzarri ha lasciando in panchina Baselli e Berenguer e messo in campo Rincon e Lukic fin dal primo minuto per testarli in sicurezza, stante appunto il cinque a zero dell’andata, visto che i due giocatori a causa degli impegni con le rispettive Nazionali si sono uniti ai compagni dopo, pur tagliandosi le ferie e allenandosi in vacanza. Questa scelta di Mazzarri assolutamente condivisibile ha, però, alterato l’equilibrio della squadra perché i due non sono riusciti subito a trovare la posizione e a giocare come sanno, in più, soprattutto, Rincon troppo spesso era in ritardo sulla palla. Con l’andare della partita un po’ sono migliorati, ma si è visto che non sono ancora in grado di agire al meglio. La gara ha anche evidenziato che manca un giocatore che sappia rifinire l’azione innescando le punte, infatti, Belotti e Zaza nel primo tempo sono stati ben poco serviti e di conseguenza non si sono resi quasi mai pericolosi sotto porta. Con questi problemi quando il tasso tecnico degli avversari sarà decisamente più elevato per il Torino diventerà più difficile sfangarla come accaduto ieri sera. Alla fine, infatti,  Zaza ha sbloccato la partita e se nel finale Sirigu, per la verità un po’ in ritardo nell’uscita, non avesse steso Yanush penetrato in area senza quasi difficoltà il rigore non sarebbe stato fischiato e il Torino sarebbe tornato da Minsk con una vittoria un po’ sofferta e risicata, ma comunque una vittoria e senza subire gol. Invece, è stato un pareggio con gol incassato evitabile.

Mazzarri è il primo che vuole una rosa non troppo estesa, ma così basta un infortunio o un giocatore che va fuori forma o non è ancora al top della forma per ritrovarsi con la coperta un po’ corta. Falque, Lyanco ed Edera sono ancora infortunati, Djidji e Parigini non sono ancora stati testati al rientro dai rispettivi infortuni. Per fortuna che Bonifazi sembra essere in condizione e in grado di dare il suo contributo, almeno lo ha fatto con lo Shakhtyor sia all’andata sia al ritorno e si spera che comunque Izzo superi per tempo il trauma contusivo alla coscia destra e anche quello alla mano destra visto che per Minsk era convocato ed è stato portato in panchina. Ieri sera Aina, rientrato da meno di una settimana dalle vacanze (anche per lui posticipate per gi impegni con la Nazionale in Coppa d’Africa), ha giocato per una trentina di minuti e qualche sgroppata sulla fascia l’ha fatta facendo ben sperare, ma è tutta da verificare la sua forma per capire se con avversari di caratura superiore sia veramente adeguata.
E’ dal mercato quindi che devono arrivare quattro elementi, un portiere di riserva, un terzino, un centrocampista e un attaccante, che completino l’organico. Ovviamente devono avere qualità altrimenti è scontato che non servono a fare la differenza. Non aver preso ancora nessun giocatore (a parte i rinnovi, ma questi non possono essere considerati un qualche cosa di più visto che c’erano già così come non aver ceduto nessun big) in attesa di sapere se il Torino si qualificherà per la fase a gironi dell’Europa League rischia di aumentare il tasso di difficoltà della partita con il Wolverhampton, che oltretutto si disputerà a cavallo dell’inizio del campionato. Sia chiaro gli inglesi non sono un ostacolo insormontabile perché sono del livello del Torino, ma sono molto più forti dello Shakhtyor o del Debreceni. Se anche arrivasse prima di giovedì il tanto nominato Verdi non avrebbe il tempo d’inserirsi e di conseguenza non è detto che possa fare la differenza. Il mercato in entrata così ritardato è un po’ giocare con il fuoco o alla roulette russa. Si può solo sperare che il Torino non si bruci o finisca per spararsi da solo.