Il Toro nonostante tutto gode di fama internazionale come dimostrano le parole di Djokovic

15.11.2021 11:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Tifosi del Toro
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Tifosi del Toro
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

L’ultimo scudetto nel 1976, l’ultima partecipazione e unica alla Coppa dei Campioni, allora non si chiamava Champions League, nella stagione 1976-77 poi un po’ di partecipazioni alla Coppa Uefa con il culmine nel 1992 e la finale di Amsterdam, la vittoria della Coppa Italia nel 1993 e più recentemente la partecipazione all’Europa League nel 2014-15 e ai preliminari della stessa nel 2019. Il Torino dopo le imprese di Valentino Mazzola e compagni che valsero 5 scudetti tra il 1942-43 e il ’49 e la tragedia di Superga non è riuscito ad ottenere chissà quali risultati sportivi e negli ultimi anni ha anche conosciuto il fallimento, 2005, e non è sparito dal calcio professionistico solo grazie ai lodisti. Poi è arrivato Cairo che dopo anni di altalena fra Serie A e B dalla stagione 2012-13 ha mantenuto la squadra nella massima divisione e grazie alle disgrazie in cui sono incappati Parma e Milan il Torino ha partecipato anche due volte all’Europa League. Eppure nonostante tutto è una squadra che è amata e conosciuta anche all’estero.

Ultimo esempio le parole di Novak Djokovic, il numero uno del tennis mondiale da anni. Djokovic è tifoso del Milan, ma il Torino lo conosce. Infatti, quando Stefanos Tsitsipas, numero quattro della classifica Atp, nell’intervista al canale dell’Atp Tour parlando della città di Torino, dove si stanno svolgendo le Atp Finals, alla domanda sulle peculiarità della città sabauda ha risposto: “Penso che Torino sia nota per i tartufi e la Juventus”. Subito Djokovic gli ha detto: “Stai attento, qui ci sono anche tantissimi tifosi del Torino” e Hubert Hurkacz, numero nove della classifica Atp, ha aggiunto: “Sì, meglio stare attenti”. Sarà forse perché il collega Lorenzo Sonego, torinese e tifoso del Toro, si fa vedere in giro per i campi da tennis del mondo con la mascherina del Toro? Può essere, ma Djokovic è appassionato del calcio italiano e della storia del nostro pallone per cui, a prescindere da Sonego, il Torino e la sua leggenda la conosce.

E se non bastasse il numero uno del tennis mondiale, allora che dire dell’eurodeputato irlandese Mick Wallace che più volte si è presentato alle sedute del Parlamento Europeo indossando la maglia del Toro e appena può va in Maratona a vedere le partite della squadra granata? O forse non ci sono Toro club sparsi in tutto il mondo? Come uno in Indonesia e uno a Tonga, tanto per citarne due non proprio vicini al capoluogo piemontese. E non mancano neppure i figli di giocatori della Juventus che tifano per il Toro come Lorenzo Bonucci. E di esempi se ne potrebbero fare molti altri altrettanto significativi.
La squadra granata è conosciuta, in Italia e nel mondo, ed è amata da chi tifa per lei e anche da chi preferisce altre squadre. Il Toro è un patrimonio del calcio e meriterebbe di essere fra le squadre che stanno ai vertici del calcio internazionale e non solo vivacchiare in Serie A.