Il Torino rischia di giocare d’azzardo sul rinforzo a centrocampo

02.01.2021 10:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Cairo, Giampaolo e Vagnati
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Cairo, Giampaolo e Vagnati

Ci sono due considerazioni da fare sulla necessità da parte del Torino di trovare un centrocampista che dia equilibrio alla squadra. La prima é che il rientro di Baselli non deve far pensare che sia meno urgente rinforzare il reparto. Tanto per iniziare perché quando un giocatore torna dopo un infortunio che lo ha tenuto fuori sei mesi non ha il ritmo partita e ci vuole tempo per recuperarlo e si deve fare attenzione che non si infortuni di nuovo, i rischi di problemi muscolari dovuti ai carichi non vanno sottovalutati. Poi Baselli non è un giocatore che ha caratteristiche che danno equilibrio al gioco poiché predilige l’inserimento ed è meno propenso all’interdizione: fondamentalmente è una mezzala anche per struttura fisica e non un centrale e semmai può agire da trequartista piuttosto che da regista davanti alla difesa, seppure in alcuni frangenti sia stato utilizzato con questi compiti. E’ un calciatore tecnico, abile nei passaggi e capace di segnare, ma difetta nella continuità come ampiamente, è arrivato il 10 luglio 2015, dimostrato in questi anni al Torino.

La seconda considerazione è che Giampaolo in mezzo al campo ha bisogno di un giocatore che oltre ad avere determinate caratteristiche sia subito utilizzabile e tutti i potenziali rinforzi che sono accostati al Torino nelle attuali squadre finora hanno giocato poco e di conseguenza non hanno il ritmo partita per cui oltre ad aver bisogno di tempo per apprendere ciò che vuole il mister e integrarsi con i nuovi compagni devono ritrovare la miglior forma fisica. Per rendere l’idea sull’utilizzo dei giocatori in questa stagione, quelli più accostati al Torino hanno giocato: Krunic 329’ in campionato e 412’ in Europa League per complessivi 741’; Touré 711’ in Ligue 1; Lobotka 133’ in campionato e 207’ in Europa League per 340’ in tutto; Duncan 183’ in campionato e 90’ in Coppa Italia per 108’ in totale; Schone 0’; Vecino 0’. E quelli dell’attuale rosa granata: Linetty 1293’ in campionato e 130’ in Coppa Italia per complessivi 1423’; Rincon 1281’ in campionato e 58’ in Coppa Italia per 1339’ in tutto: Meïté 911’ in campionato e 115’ in Coppa Italia per 1026’ in totale: Lukic 852’ in campionato e 53’ in Coppa Italia per 905’ sommando tutto; Gojak 192’ in Serie A, 94’ in Coppa Italia, 231’ nella massima divisione croata, 45’ in Coppa di Croazia, 191’ in Champions League e 22’ in Europa League per 775’ in totale; Segre 78’ in campionato e 180’ in Coppa Italia per 258’ nel complesso. Salta all’occhio che finora in questa stagione Gojak ha giocato, anche se poco di più di Krunic, 34 minuti, che è quello che fra i potenziali rinforzi ha disputato più minuti in campo.   

Il Torino deve togliersi dall’ultimo posto in classifica frutto di appena 8 punti racimolati in 14 partite e superare il problema che si fa rimontare, sono 23 i punti persi da situazioni di vantaggio, e subisce troppi gol, già 32, per cui non può permettersi di sbagliare il rinforzo a centrocampo. Non serve essere esperti per valutare alcuni dati sui giocatori perché è più che sufficiente usare come parametro il buon senso. E chi si occupa di calciomercato oltre ad avere i dati macroscopici dovrebbe essere in grado, con relativa facilità, di ottenere informazioni certe anche più dettagliate su stato di forma fisica, caratteristiche tecniche e caratteriali per cui sta a Cairo, Vagnati e Giampaolo valutare a tutto tondo i candidati e poi fare la scelta giusta. Non è questione per il Torino di prendere un centrocampista in più per ampliare la rosa, ma di trovare quello che faccia la differenza per cui giocare d’azzardo sul rinforzo equivale a condannare il Torino alla Serie B.