Il Torino deve temere solo se stesso: non disfi ciò che ha fatto

I granata devono dare continuità alla prestazione e alla vittoria con la Sampdoria per essere competitivi per l’Europa League.
08.11.2018 13:30 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Il gol di Izzo alla Sampdoria
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Il gol di Izzo alla Sampdoria
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Non si gioca bene per caso, al massimo si può vincere per fortuna cosa che non è avvenuta domenica scorsa a Genova contro la Sampdoria perché il Torino ha meritato la vittoria sul piano del gioco e dell’atteggiamento tenuto in campo per tutto l’arco della partita. Quando si raggiungono certi livelli vuole dire che c’è il substrato idoneo per riuscirci, quindi, da ora in poi dai granata è doveroso aspettarsi che continuino sulla strada intrapresa. Sabato pomeriggio affronteranno il Parma neopromossa che finora ha fatto bene, ma che nelle ultime giornate ha palesato qualche difficoltà a differenza del Torino che è in fase crescente e di conseguenza ci sono i presupporti che la squadra di Mazzarri faccia bene.

Per bene s’intende che sul piano del gioco affronti i gialloblù con la determinazione di chi scende in campo per vincere e porta a casa i tre punti. La forza della squadra di D’Aversa sta nelle ripartenze, quindi, il Torino dovrà fare attenzione a questo aspetto pur facendo lui la partita com’è doveroso che sia quando si è, con tutto il rispetto per l’avversario, tecnicamente più forti, si gioca in casa e si affronta una formazione neopromossa e che ha come obiettivo prima di tutto salvarsi e poi magari farlo non all’ultima giornata di campionato e per come ha iniziato la stagione il Parma è su questa strada.

L’unica cosa che non deve fare il Torino è credere che dopo la positiva prestazione e vittoria con la Sampdoria non abbia altro da dimostrare e che si crogioli in ciò che ha raggiunto. Alla dodicesima giornata e dopo aver avuto un andamento altalenante sul piano del gioco e aver lasciato punti per strada, a prescindere dai torti arbitrali subiti, la squadra di Mazzarri ha tutto ancora da dimostrare a iniziare dall’aver raggiunto la maturità di riuscire ad essere costante nel proporre gioco e nel concretare le occasioni da gol senza incappare in amnesie difensive che l’hanno portata a subire reti evitabilissime.

Belotti si è sbloccato e forse Mancini lo richiamerà in Nazionale, ma potrebbe anche non accadere e se così fosse dovrà essere uno stimolo per lui perché solo se farà la differenza nel Torino riotterrà la convocazione in Azzurro. Rincon e Baselli in mezzo al campo hanno il compito di rendere fluido ed efficace il gioco. De Silvestri e Ola Aina sulle fasce devono essere stantuffi indefessi e capaci di saltare l’uomo. Soriano e Zaza, se utilizzati, hanno il dovere di fare la differenza, che è poi il motivo per cui sono stati presi. I difensori e Sirigu hanno l’incarico di non perdere mai la concentrazione e di prestare la massima attenzione per non rendere pericolosi gli avversari. Falque deve continuare ad essere l’ispiratore delle manovre offensive e anche segnare il più possibile. Tutti gli altri hanno l’obbligo di farsi trovare pronti e di incidere anche se saranno solo utilizzati per brevi spezzoni.
Il Torino ha dimostrato con la Sampdoria di essere una squadra competitiva a un livello medio-alto ora deve continuare, a partire dalla gara con il Parma, in modo da assestarsi su posizioni competitive per un obiettivo che conta: la famosa Europa League.