Il Torino deve fare attenzione al sotterraneo ottimismo della possibile impresa con la Juventus

I granata sono al sesto posto pur avendo alternato prestazioni con alti e bassi. I bianconeri sono una corazzata che solo sporadicamente ha avuto una battuta d’arresto.
13.12.2018 13:30 di Elena Rossin  articolo letto 2869 volte
Fonte: Elena Rossin
Torino ultimo derby vinto
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Torino ultimo derby vinto

Il fatto che ieri sera qualche giocatore della Juventus non abbia affrontato la sfida di Champions League con gli svizzeri dello Young Boys con la giusta concentrazione rimediandone una sconfitta, ma comunque la squadra si è qualificata agli ottavi da prima nel proprio girone, non significa che i bianconeri siano meno temibili per il Torino, anzi. La sconfitta renderà ancora più determinata la Juventus, che negli ultimi anni non ha quasi mai sbagliato due partite di seguito. I granata sanno che devono fare la partita perfetta per provare a fermare la corsa della Juventus in campionato che finora ha pareggiato una sola volta con il Genoa e vinto tutte le altre partite e, forse, in quell’occasione, era il 20 ottobre, era un po’ distratta dalla partita di Champions che avrebbe disputato tre giorni dopo con il Manchester United e che perdette. Poi, però, la squadra di Allegri si riprese e da allora non fu più sconfitta e neppure pareggiò né in campionato né in Champions fino appunto a ieri sera, ma non va scordato che era già qualificata agli ottavi.

Il Torino dovrà, quindi, stare molto attento perché se anche i più, nel gruppo c’è chi appartiene all’ambiente granata, ritengono che il risultato sia scontato a favore dei bianconeri serpeggia, comunque, un sotterraneo ottimismo che l’impresa possa essere compiuta, dopo la buona prestazione di domenica scorsa con il Milan al Meazza. Considerazione che più sbagliata non può essere perché i giocatori del Torino oggettivamente faticano a segnare, infatti, per gol realizzati la squadra di Mazzarri è la dodicesima della serie A ed è verosimile pensare che difficilmente riuscirà a sbloccare il risultato con una certa facilità tanto più che la Juventus finora ha subito solo otto gol, la metà di quelli incassati dai granata, ed è insieme al Napoli la squadra che ha segnato di più ben trentadue reti a fronte delle diciannove del Torino e una è stata un autogol. Quindi, pensare che l’impresa sia possibile può, nel momento in cui il Torino faticasse a segnare o peggio ancora subisse gol, portare la squadra a perdere certezze e a commettere di conseguenza errori che favorirebbero la Juventus.

Il Torino non deve scordare gli alti e bassi a livello di prestazioni individuali e collettive che ha avuto in tante partite. E’ vero che questo non gli ha impedito di arrivare al sesto posto, occupato oggi in solitaria, ma basta guardare anche solo distrattamente la classifica per vedere che l’affollamento di squadre che c’è può far mutare lo scenario in un attimo. I granata ovviamente non devono pensare già in partenza di essere sconfitti, commetterebbero un errore di valutazione gravissimo e che li condurrebbe sicuramente a perdere la partita, ma allo stesso tempo non devono credere che la Juventus sia anche solo un po’ meno micidiale di quello che finora è stata, soprattutto in campionato e su questo la dice lunga il fatto che abbia dopo quindici partite già otto punti in più del Napoli che è secondo, quattordici dell’Inter che è terza e un punto in meno del doppio di quelli che ha il Torino. Il Torino con il Milan ha dimostrato di aver fatto passi in avanti, ma serve dare continuità ai miglioramenti perché come dice Paolo Pulici: “Non basta giocare bene le partite precedenti, bisogna non fallire quella più importante”. Parole che pronunciò in un'intervista rilasciata a Francesco Manassero e pubblicata su "La Stampa" il 16 febbraio scorso prima di un altro derby. Il bomber di tutti i tempi del Torino in quell’occasione disse anche: “Noi siamo il Toro, loro no: bisogna partire da questa premessa per batterli, avere carattere e voglia di dimostrarlo, di rimarcare le differenze. Noi non avevamo paura di loro, al massimo gli facevamo paura. Avevamo il desiderio di ottenere qualcosa di importante”. Infatti, per Pulici la sfida con la Juventus si prepara: “Pensando che è una partita come tutte le altre, che si gioca 11 contro 11 e che si parte da 0-0. Noi facevamo così. E li abbiamo fatti piangere in tante occasioni”. Come dire senza ritenersi inferiori e senza pensare di poter fare l’impresa, ma riuscendo a farla.