Il tira e molla per Torreira comporta alti rischi per il Torino

11.09.2020 09:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Lucas Torreira
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lucas Torreira

Torreira sì, Torreira no, Torreira forse. Se non è una farsa poco ci manca. Eppure le condizioni affinché l’uruguaiano approdi al Torino ci sono tutte: non rientra più nei piani dell’Arsenal, ai granata serve non meno dell’aria per respirare e il giocatore tornerebbe volentieri in Italia e ancor più se per raggiungere mister Giampaolo. Peccato che la distanza tra domanda e offerta sia abissale visti i 24 milioni di richiesta da parte del club londinese e il prestito gratuito che al massimo può diventare oneroso con diritto di riscatto e non obbligo come propone il Torino. Senza contare che il giocatore attualmente percepisce uno stipendio di 3 mln più bonus che é assolutamente oltre i parametri granata, gli emolumenti non sono superiori a 1,8 mln.

Il buon senso suggerirebbe che a otto giorni dall’inizio del campionato il Torino dovrebbe virare su un altro profilo pur di dare a mister Giampaolo un giocatore fondamentale, anzi il club granata avrebbe già dovuto intraprendere una strada alternativa anche perché altri calciatori con le caratteristiche specifiche per il ruolo ce ne sono. Tenere la alternative in stand-by è altamente rischioso per il Torino. Infatti, non è detto che lo svincolato Biglia o altri giocatori esperti, quali Borja Valero, in odor di tornare alla Fiorentina, o Badelj, vicino ad accasarsi al Genoa, restino in attesa fino agli ultimi giorni di calciomercato. Stesso discorso vale per Krunic o altri profili come Petriccione. E prendere magari all’ultimo il giovane argentino classe 2000 Fausto Vera, se l’Arsenal non dovesse abbassare le pretese o cedere ad altri Torreira, comporta il rischio certo di dover poi attendere che il giocatore si ambienti e si adatti al calcio italiano e al sistema di gioco di Giampaolo. Facendo due conti, arrivasse a ottobre prima di un paio di mesi (meno è poco realistico) difficilmente sarebbe pronto a dare il suo contributo e nel frattempo metà girone d’andata sarebbe trascorso. Questo ovviamente se tutto filasse liscio nell’approccio di Vera al Torino. Intanto Giampaolo sarebbe costretto a utilizzare giocatori adattati a play davanti alla difesa: Rincon su tutti oppure Lukic o il giovane Segre se non andrà via. Non Baselli che è alle prese con il recupero dall’operazione al ginocchio destro e se andrà tutto bene potrebbe tornare tra novembre e dicembre, dopo più di cinque mesi di stop forzato con tutto ciò che questo comporta.

Temporeggiare sull’arrivo del regista, sempre che alla fine arrivi, è un rischio troppo alto per il Torino. Il presidente Urbano Cairo deve dare mandato al direttore tecnico Davide Vagnati di agire subito o in alternativa deve lui stesso prendere in mano la situazione e sbloccare lo stallo attuale senza aspettare l’evolversi degli eventi nella speranza che virino nella direzione che lui vuole. Continuare a ripeterlo è oltremodo noioso e stucchevole, ma è compito e dovere di chi fa informazione fare il cane da guardia e avvisare continuando ad abbaiare, pardon a scrivere, del rischio che il Torino sta correndo.