Il non del tutto nuovo Verdi che fa bene al Torino

12.04.2021 15:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Simone Verdi
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Simone Verdi
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Sembra di essere tornati al 2 settembre 2019 quando dopo un’intera estate di voci a tratti insistenti a tratti meno sul gong della chiusura del calciomercato arrivò l’annuncio che Simone Verdi era stato preso dal Torino. Atteso se non come il Messia poco ci mancava, il giocatore si trovò catapultato dal Napoli dove in un anno aveva giocato pochissimo ed era stato anche tormentato da qualche acciacco fisico al Torino dove avrebbe dovuto fare la differenza e contribuire all’agognato salto di qualità dei granata. La realtà poi fu decisamente diversa perché Simone ci mise del tempo per trovare la forma e poi non ingranò veramente mai né con Mazzarri né con Longo e neppure con Giampaolo. Rischiava di diventare il flop più clamoroso dell’era Cairo, almeno fino ad ora, visto che era costato 23 milioni di euro (3 di prestito oneroso più altri 20 per l’obbligo di riscatto) che sarebbero potuti salite a 25 in caso di bonus legati sia al rendimento del giocatore sia al piazzamento del Torino. Da un paio di partite sembra però che Verdi abbia imboccato la strada giusta grazie a Davide Nicola.

Un nuovo Verdi? Non del tutto, più precisamente un Verdi utilizzato in un ruolo a lui più calzante e con compagni intorno che rendono possibile giocate che lui ha nelle corde. Come una rondine non fa primavera così non basta qualche partita per affermare che Verdi può essere il valore aggiunto di questo Torino in questo finale di stagione, ma è pur sempre equiparabile a una luce in fondo al tunnel. Nella conferenza stampa di presentazione di Verdi, era il 6 settembre 2019, sul suo ruolo disse: “E’ giocare sulla trequarti e da esterno. Io sono a disposizione del mister e dei compagni, sarà Mazzarri, l’allenatore granata, a vedere come utilizzarmi”. Da allora a qualche partita fa Verdi è stato utilizzato un po’ da esterno per la verità poco, un po’ da trequartista, un po’ da seconda punta e in qualche occasione anche da prima punta senza che riuscisse appunto ad esprimersi al meglio, anzi, il più delle volte ha ricevuto critiche. A partire dal derby Nicola lo ha utilizzato come una specie di mezzala e gli era affidato un doppio compito: in fase difensiva aggiungersi a Mandragora e Rincon con  la difesa che passava a cinque e in fase offensiva supportare la coppia d’attacco formata da Sanabria e Belotti. Un ruolo, forse più vicino  alle corde di Verdi, che ha ripagato sia con la Juventus sia nella successiva partita con l’Udinese con il giocatore che ha lavorato per la squadra. Adesso si vedrà se anche nelle prossime partite Nicola deciderà di continuare ad affidare a Simone questi incarichi e se lui proseguirà nel farlo con risultati positivi, ma al momento si può affermare che il non del tutto nuovo Verdi, poiché anche in passato ha ricoperto ruoli più o meno simili, fa bene al Torino.