Il campionato dirà se al Torino ci sono uomini o caporali

Oggi inizia il campionato e vanno detti obiettivi e comprati i giocatori che servono poiché finora nessuno è stato preso.
25.08.2019 14:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Il campionato dirà se al Torino ci sono uomini o caporali

Trentotto partite, trentotto esami e la laurea arriva se il 24 maggio il Torino si sarà qualificato per giocare in Europa in caso contrario il percorso di crescita non ci sarà stato o comunque sarà stato insufficiente e tutti avranno fallito l’obiettivo. Bisogna essere chiari fin da subito e non è accettabile che non sia detto senza se e senza ma qual è l’obiettivo, quello proposto o un altro comunque va ufficializzato. Una società non può non avere degli obiettivi, quindi anche il Torino Fc deve averli e sottacerli oppure accennarli vagamente, perché magari se le cose non prendono subito la piega giusta o a un certo punto non si va nella direzione auspicata si potrebbe creare malumore che poi innesca negatività, è un nascondersi dietro a un dito. I club che sono ai vertici forse non dichiarano gli obiettivi? Li indicano, ovviamente. Dicono quali sono gli obiettivi e poi sopportano le critiche, pur non essendo contenti di riceverle, se non li raggiungono. Siamo uomini o caporali direbbe Totò.

Il mercato finora non ha portato nessun nuovo giocatore. Una scelta, il campo dirà se lungimirante o scellerata. Voler trattenere tutti i giocatori. Un’altra scelta che deve essere confermata con coerenza, nel senso che se c’è qualcuno che vuole andare via lo si utilizza fino a quando c’è, poi, tanti saluti e grazie. Chiarezza e trasparenza evitano incomprensioni, malumori e in parte anche le critiche. E poi ci sono gli ultimi giorni di mercato, con oggi ancora nove. Se va via un big, va sostituito con un altro di valore uguale. E’ evidente che farlo all’ultimo non è facile, ma è ciò che deriva dalla scelta iniziale.
Serve un portiere e lo si sapeva dal 30 giugno quando è scaduto il contratto di Ichazo e dopo 56 giorni ancora nulla. Incomprensibile tanto più che si tratta di un portiere di riserva. Finora la motivazione è stata: “Tutti vogliono giocare,  ma se ha voglia di giocare e dà fastidio al primo non è mai bello anche se il nostro primo non si fa dare fastidio da nessuno”, parole del presidente Cairo pronunciate a Bormio a metà luglio. Se Sirigu non si fa dare fastidio da nessuno che difficoltà ci sono nel prendere un secondo portiere?
Al Torino serve un terzino sinistro, o uomo di fascia che dir si voglia, questo si trascina dallo scorso campionato perché di ruolo ci sono solo De Silvestri e Aina a destra e Ansaldi a sinistra. Aina può agire anche a sinistra e pure Ansaldi a destra, ma la questione non cambia perché ne manca sempre uno per avere due titolari e due riserve. Che ci siano giocatori che possono adattarsi è vero, ma adattarsi (Berenguer, Parigini, Edera, che è infortunato, e persino Baselli volendo) perché non sono terzini veri e propri.
Senza parlare del tira e molla su Verdi. Serve un rinforzo in attacco e allora lo si prende e lo si dà al mister non a qualificazioni per l’Europa League finite, se anche arrivasse oggi la lista è chiusa da martedì a mezzanotte, e a campionato iniziato già da una giornata. Con tutto il rispetto parlando per Verdi, quanti giocatori ci sono tra Italia e resto del mondo con le sue caratteristiche tecniche, la sua dedizione al lavoro e che costino quanto lui? Non è sicuramente l’unico.

Ognuno è libero di fare le scelte che ritiene più opportune e di dire ciò che vuole, ma prima o poi i conti con la realtà vanno fatti e il campo svela, come ha fatto già con la sconfitta nella partita d’andata con il Wolverhampton, qualunque cosa si cerchi di sottacere.