I cento anni di Pianelli, il suo capolavoro irripetibile ma qualcosa può insegnare

11.08.2020 06:32 di Marina Beccuti Twitter:    Vedi letture
I cento anni di Pianelli, il suo capolavoro irripetibile ma qualcosa può insegnare

Ieri Orfeo Pianelli avrebbe compiuto cento anni, come Franca Valeri e anche Alberto Sordi, come dire che il 1920 è stato un anno prodigioso, quando l'Italia poi avrebbe vissuto una guerra tremenda, ma allo stesso si sarebbe tirata su le maniche per ripartire e lì nacque anche la leggenda del Grande Torino. Poi lo schianto e la lenta rinascita. Dopo Ferruccio Novo arrivò proprio Pianelli, che rifece una squadra vincente dopo 27 anni dall'ultimo scudetto. Fu l'ultima grande festa cittadina a tinte granata, poi solo colori bianconeri, salvo una Coppa Italia e qualche derby vinto. Il presidente mantovano vinse uno scudetto ma rovinò la sua vita privata e da imprenditore, perchè probabilmente andò a rompere certi equilibri cittadini che non dovevano essere messi in discussione. Il rapimento del nipote Giorgio fu una grande tragedia, sia economica che personale, dalla quale non si riprese più e il Toro perse strada facendo il miglior presidente della sua storia, dopo Novo. Il suo viso bonario resterà nella mente di tutti quelli che l'hanno conosciuto e amato, anche se all'epoca, quando le cose cominciarono ad andare male le critiche feroci colpirono anche lui, e forse questo fu il colpo peggiore, perchè per il Toro Pianelli fece molto nei suoi lunghi venti anni di presidenza, con uno scudetto scippato l'anno successivo a quello vinto.

La costruzione del Toro di Pianelli non fu subito vincente ma costruito nel tempo, dai dirigenti capaci che potevano muoversi in modo indipendente, forte della loro bravura nel campo predisposto, i giocatori furono acquistati nel tempo, giovani di bravura in prospettiva, affiancati a quelli più esperti.

E' vero oggi i mecenati non ci sono più e con le aziende al livello di quelle di Pianelli una squadra in serie A non la compri e nemmeno la gestisci. Ma carpire qualche segreto di quel Toro è ancora possibile, trovando i personaggi giusti al posto giusto e rendendo ancora più forte il settore giovanile, vero asso nella manica del Toro di Pianelli.