Gli infortuni non danno tregua: la sfortuna ha preso di mira il Torino

Da inizio stagione già diciannove giocatori hanno marcato visita per problemi vari e d entità più o meno importante. In infermeria adesso ci sono Ansaldi e Niang.
 di Elena Rossin  articolo letto 4385 volte
Fonte: Elena Rossin
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Gli infortuni non danno tregua: la sfortuna ha preso di mira il Torino

Non bastava che il Torino con parecchie prestazioni non proprio convincenti si fosse complicato la vita da solo perché a metterci il carico da novanta è arrivata la sfortuna che sembra aver preso di mira i giocatori di Miahjlovic. Qualche giorno fa l’infermeria si era svuotata ed ecco che subito è tornata ad accogliere con sogghigno beffardo prima Niang e poi Ansaldi. Il primo nella partita di Coppa Italia con il Carpi aveva rimediato un trauma contusivo al ginocchio destro che gli ha impedito di giocare con l’Atalanta. Mentre il secondo dopo solo un quarto d’ora sabato sera ha dovuto lasciare il campo e gli esami strumentali eseguiti ieri hanno evidenziato una lesione mio-tendinea al retto femorale distale della coscia destra e per sapere quanto tempo non potrà essere a disposizione si dovranno attendere i nuovi accertamenti che sono previsti tra due settimane. Se a questo si aggiunge che Niang ieri ha solo svolto terapie e poi si è allenato in palestra e che Obi, altro giocatore che ha una carriera costellata da infortuni e ricadute più o meno gravi, anche lui si è limitato a lavorare in palestra il quadro è completo.

Se la Fortuna è cieca la Sfortuna ci vede benissimo e crudelmente ha deciso di accanirsi sul Torino. Infatti, se si avvolge il nastro e si va a ritroso fino all’inizio di questa stagione non sono molti i giocatori che non hanno avuto qualche acciacco più o meno grave. Ansaldi, Niang, Barreca, Bonifazi, Lyanco, un’altra volta Ansaldi, Obi, Belotti, Acquah, De Luca, De Silvestri, Sadiq, ancora Bonifazi, Barreca e Acquah, Baselli, Valdifiori, un’altra volta Niang, De Silvestri e Lyanco, Boyé, Ljajic, e altro problema per Belotti e Bonifazi, Sirigu, Berenguer, Gustafson, Edera. Traumi discorsivi, sofferenze, contusioni e lesioni varie a caviglie, polpacci, ginocchia, cosce e bacino, infiammazioni a ginocchia e adduttori, mal di schiena, fastidi e affaticamenti muscolari a cosce, tonsilliti e sindromi influenzali. Giusto per non farsi mancare quasi nulla.

Adesso dopo l’ottavo pareggio in campionato, il quarto consecutivo, su quindici partite disputate per il Torino arriva un mini-ciclo decisamente impegnativo: trasferta con la Lazio, match interno con il Napoli e altra andata nella Capitale per affrontare in Coppa Italia la Roma in gara secca per accedere ai quarti. E per chiudere il girone d’andata Spal e Genoa, rispettivamente a Ferrara e al Grande Torino. Già con tutti i giocatori sani e in forma non sarebbe stata una passeggiata, me se ci si mettono anche gli infortuni il tutto si complica. La squadra di Mihajlovic che ha trovato un parziale equilibrio con il ritorno al 4-3-3, ma senza riuscire a essere veramente incisiva se non nella partita con l’Inter, rischia di non conquistare molti punti in questo mese di dicembre. Già ci sono tante voci sulla permanenza in panchina dell’allenatore se poi non può contare neppure su tutti i giocatori rischia di pagare anche colpe non sue. La Fortuna potrebbe ricordarsi di lui, ma è meglio che faccia affidamento solo su se stesso nella speranza che i giocatori, come fecero dopo la partita con la Fiorentina, gli stiano sempre al fianco.