Gillet: "Dobbiamo ripagare l'affetto dei tifosi con le prestazioni"

Il portiere per Ventura fa parte della manovra e per far bene bisogna che fra tutti i giocatori ci sia una buona simbiosi. L'obiettivo è restare in A sviluppando un bel gioco in modo che i tifosi siano contenti per come la squadra si esprime e per i
15.07.2012 16:44 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Gillet: "Dobbiamo ripagare l'affetto dei tifosi con le prestazioni"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Gillet anche se è arrivato al Torino da poco ha le idee molto chiare e ha dimostrato di poter diventare ben presto uno dei beniamini della tifoseria per serietà d’intenti e simpatia.
Ventura l’ha voluta fortissimamente, come interpreta il suo ruolo visto che il mister chiede specificatamente che i suoi portieri sappiano anche giocare con i piedi?
“Per il gioco che vuole il mister è importante una buona ripartenza da dietro e se si può la si attua altrimenti si può anche buttare la palla perché non si deve rischiare mai. Se si può dare una mano alla squadra cominciando da dietro e trovando la giocata giusta allora lo si fa ed infatti ci alleniamo per riuscirci e Ventura ci piega come farlo, tutto questo può portare grandi vantaggi alla squadra a patto però che lo si faccia bene”.

Preferisce comandare la difesa o dividere questo compito con uno dei difensori?
“Il ruolo del portiere è abbastanza importante e bisogna comunicare con i compagni, si ha tutta la visione del gioco davanti ai propri occhi e giustamente è fondamentale dare una mano ai compagni. Spesso si dice che il ruolo del portiere è un ruolo a sé, ma con mister Ventura il portiere fa veramente parte della manovra di gioco per questo ci deve essere una buona simbiosi fra tutti. E’ importante che io, per il ruolo che ricopro, sia arrivato all’inizio del ritiro così posso subito conoscere i miei compagno e farmi conoscere da loro”.

Qual è la sua caratteristica principale in campo?
“Essere abbastanza reattivo”.

Nel suo ruolo cosa preferisce di più e di meno?
“La cosa che preferisco di più è quando paro, di meno quando prendo gol (ride e scoppia l’applauso dei tifosi, ndr). A parte gli scherzi il bello e il brutto del mio ruolo è che è molto complesso, soprattutto per come giochiamo noi al Torino infatti il mister ti fa crescere, però il tipo di gioco è anche molto impegnativo sia a livello mentale sia fisico”.

Che tipo di rapporto sta instaurando con i compagni?
“Un bel rapporto, dopo il lavoro mi piace scherzare nello spogliatoio. Mi piace ridere perché facciamo un bel lavoro e se si sta meglio è positivo perché quando si vince è tutto facile, ma quando c’è un bel gruppo anche i momenti difficili si affrontano con più facilità”. 

Che cosa si aspetta da questa annata?
“Mi aspetto prima di tutto di mantenere la categoria, perché è un campionato difficile e la serie A è tosta, oltre al Torino nella massima divisione sono salite anche altre squadre di piazze importanti e c’è grandissima qualità. Per questo prima di tutto bisogna mantenere la categoria e disputare un buon campionato, sviluppando un bel gioco in modo che i tifosi siano contenti per come la squadra si esprime e per i risultati”.

Lei ha avuto solo tre giorni a Torino per conoscere i tifosi, ma che prima impressione ha avuto di loro?
“Di grande affetto e giustamente c’è entusiasmo per il ritorno in serie A che è il posto che compete al Toro (applauso da parte dei tifosi presenti che erano stati invitati ad assistere alla presentazione delle nuove maglie e alla successiva conferenza stampa del portiere, ndr). Adesso tocca a noi ripagare l’affetto che ci hanno già dimostrato e l’entusiasmo che hanno i tifosi a suon di prestazioni “.

Un tifoso interviene dicendo: vincere contro la Juve.
“(ride, ndr) Eh magari, dovremo essere all’altezza. Che il derby sia molto sentito l’ho già capito e adesso ci tocca un bel lavoro. Dobbiamo lavorare sodo per essere all’altezza della situazione”.