Gemello ha sbagliato ma la sconfitta del Torino col Bologna ha molti colpevoli

28.11.2023 10:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Vlasic e Sanabria
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Vlasic e Sanabria
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Non si può gettare la croce su Gemello il suo errore di valutazione quando ha visto avanzare di gran carriera Fabbian c’è stato perché ha deciso di uscire fiori dall’area e intervenendo in scivolata con i piedi non è stato abbastanza deciso nell’andare sul pallone per sradicarlo dai piedi dell’avversario che quindi non lo ha perso e ha proseguito la sua corsa segnando il gol che ha sbloccato il risultato e dato il via alla vittoria del Bologna. E la valutazione della situazione è stata ancor di più errata perché c’erano sia Tameze sia Buongiorno ai fianchi di Fabbian e il francese naturalizzato camerunese sembrava essere nella condizione di portare via il pallone all’avversario e comunque anche Buongiorno con la sua presenza lo stava ostacolando nella corsa verso la porta costringendolo verso l’esterno del campo e l’intervento di Gemello ha finito per ostacolare i due compagni. Luca fosse rimasto in porta molto probabilmente avrebbe fatto molto meglio, ma detto questo non si può non tenere conto che ha 23 anni ed era alla sua terza partita dal suo esordio in Serie A datato 10 gennaio 2022 e per un giovane portiere stare sempre relegato in panchina non serve a farlo crescere per quanto si alleni seriamente. Il voler dimostrare di essere all’altezza per di più nella squadra per cui tifa lo ha di certo portato a voler strafare finendo per commettere questo errore grave finché si vuole, ma che va compreso come lo si era fatto per quello di Gineitis nella gara contro il Monza prima della sosta per gli impegni delle Nazionali. Senza dimenticare che a Vanja Milinkovic-Savic sono state date tante occasioni in questi anni nonostante gli errori commessi.

Il Torino non ha perso col Bologna solo per l’errore di Gemello perché i colpevoli sono tanti. La partita non è stata particolarmente ben giocata: ritmi bassi fin dall’inizio, errori sulle scelte e sui tempi di esecuzione fatti da entrambe le squadre che hanno favorito di volta in volta gli avversari. Un primo tempo che a parte il tiro di Fabbian finito sull’esterno della rete (2’) e il grande gol di Vlasic annullato per fuorigioco prima di Zapata e poi di Sanabria (20’) e la conclusione dalla distanza di Zapata con Skorupski che è volato a mandare in angolo  (24’) non ha regalato nessun’altra emozione. Nella ripresa il Bologna ha ritrovato le geometrie, mentre il Torino ha continuato ad essere quello del primo tempo che faticava a mettere nella condizione di tirare in porta gli attaccanti. E poi dopo il gol di Fabbian (56’) i granata non sono stati più in grado di rimettere la partita in sesto, anche se c’è stato tutto il tempo per farlo. Sono mancate determinazione e personalità e questo ha favorito i felsinei che con Zirkzee nel finale (91’) hanno messo in sicurezza il risultato e ottenuto la vittoria che li ha fatti balzare al 5° posto in coabitazione con la Roma.

Come capita da troppi anni quando il Torino ha l’occasione di confermare i progressi e mettersi alle spalle definitivamente le difficoltà non riesce a farlo. Con il Bologna serviva dare continuità alle vittorie con Lecce e Sassuolo e al pareggio col Monza, ma così non è stato ed è quindi sfumata la possibilità di portarsi all’8° posto in solitario scavalcando Lazio, Frosinone, Monza e Bologna e arrivare a una sola lunghezza da Fiorentina e Atalanta. Ora il Torino è 12esimo e lunedì affronterà in casa l’Atalanta.

Juric non riesce a trovare il bandolo della matassa e troppi giocatori che sulla carta avrebbero dovuto contribuire a fare il salto di qualità stanno deludendo e a questo si sommano i problemi nello spogliatoio. Milinkovic-Savic ieri è stato mandato in panchina perché al ritorno dalla Nazionale non è stato visto al top e durante un allenamento è stato ripreso dal mister, ma il portiere non accettando di essere redarguito ha risposto male e così, anche se c’è stato poi un chiarimento, è finito in panchina. In precedenza in questa stagione c’erano già stati problemi con Sanabria presentatosi in ritiro non in grande forma e poi finito in crisi con l’arrivo di Zapata, Ilic non sempre concentrato in allenamento e in partita e Radonjic che si connette e disconnette troppo spesso e che anche lui ha il suo bel caratterino. Le questioni con Sanabria e Ilic sono rientrate mentre con Radonjic no infatti malgrado sia il capocannoniere con tre gol all’attivo continua a fare panchina. Il fatto poi che ormai il rapporto fra Juric e la società sia di arrivare sopportandosi reciprocamente alla naturale scadenza del contratto a giugno di certo non aiuta e depotenzia l’autorevolezza dell’allenatore nei confronti dei giocatori. Problemi di rapporti a parte, al Torino manca enormemente un giocatore che sappia fare l’ultimo passaggio inventandosi giocate per creare la superiorità numerica in attacco e rifornire di buoni palloni i centravanti. Juric fino all’ultimo giorno di mercato aveva chiesto un altro trequartista, ma non gli è stato preso e l’arrivo di Zapata, a campionato già iniziato e con la preparazione da tempo finita, lo ha costretto a derogare dal suo modulo 3-4-2-1 e utilizzare due punte stravolgendo di fatto il gioco della squadra.

Gli infortuni, di Djidji, Buongiorno, Schuurs e Ricci poi hanno pesato tanto e quello dell’olandese continua a incidere. Come incide la sopravvalutazione di parecchi giocatori e alcuni presi o tenuti seppur con problematiche fisiche o caratteriali. Bellanova e Lazaro stanno faticando e il numero di cross precisi che fanno è abbastanza scarso, s’impegnano ma questo non basta. Ricci ha un po’ frenato la sua crescita, per carità ci sta a 22 anni. Ilic è discontinuo. Karamoh e Seck non sono delle alternative così adeguate. Radonjic ha giocate importanti, ma le si vedono solo con il contagocce e se non è in vena è come avere in campo un uomo in meno. Vlasic è ben lungi da essere il pitbull che si era visto lo scorso anno fino al Mondiale e da allora non è più riuscito a tornare su quei livelli. Zapata non è di certo più l’attaccante che si era ammirato fino a tre stagioni fa, ha fisico ed esperienza ma gli manca lo smalto dei suoi giorni migliori. Sanabria dopo l’exploit della seconda metà dello scorso campionato con tanto di record personale di gol segnati in carriera, 12, non è riuscito a ripetersi almeno finora.
Un conto è avere sulla carta una formazione discreta tutt’altro è trasferire il potenziale in campo e lo si sta vedendo al Torino. Per anche solo pensare di ambire alle coppe europee ci vuole ben altro.