ESCLUSIVA - Vives: "Toro, provaci: si può battere questa Juve"

03.04.2021 09:30 di Emanuele Pastorella   vedi letture
ESCLUSIVA - Vives: "Toro, provaci: si può battere questa Juve"
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© foto di Federico Gaetano

Dalla B, alla A, all’Europa: nel Toro di Gian Piero Ventura, Giuseppe Vives ha sempre recitato un ruolo da protagonista. “Abbiamo vissuto stagioni incredibili, mi emoziono quando riguardo i video di quelle annate” ha confidato in esclusiva l’ex centrocampista, in granata dal 2011 al gennaio del 2017. E, all’attivo, ha anche una vittoria contro la Juve, l’unica negli ultimi 26 anni.

La promozione, Bilbao o il derby del 2015: qual è il ricordo più bello di Vives?
“Di gioie ne abbiamo avute tante, l’Europa League è stato un percorso magnifico: in pochi credevano nella qualificazione al San Mamès, centrammo un’impresa che non era riuscita a nessuna italiana. E' stato incredibile, anche perché sapevamo che difficilmente avremmo avuto altre occasioni del genere. Battere la Juve, però, è sempre la cosa più bella”.

Quale fu il segreto di quella vittoria?
“Avevamo tanto amaro in bocca, più volte eravamo andati vicini a far risultato ma nel finale prendevamo sempre gol. Quel giorno c’era un clima particolare, un’atmosfera quasi strana, perché tutti ci credevamo. Dal presidente, a noi giocatori, ai tifosi, si respirava l’aria dell’impresa. Nonostante lo svantaggio, riuscimmo a ribaltarla e a regalare una gioia immensa”.

Hai lasciato un Toro in crescita e alle porte dell’Europa, ora rischia la B: come te lo spieghi?
“E’ quasi impossibile, non me lo sarei mai aspettato ed è difficile da accettare. E’ un Toro in caduta nonostante una rosa che meriterebbe altre posizioni, ma bisogna fare i conti con la realtà: serve cacciare fuori gli artigli e salvarsi”.

La classifica dice che sarà un testa a testa tra i granata e il Cagliari.
“In questo momento è così, ma ci sono ancora dieci partite da giocare e tantissimi punti a disposizione. Anche chi è più in alto in classifica non può ancora sentirsi tranquillo, credo che alla fine possano aggiungersi altre squadre alla lotta salvezza”.

Il primo ostacolo dei granata nel rush finale sarà proprio il derby: che sfida sarà?
“Si può battere questa Juve: ce l’hanno fatta il Benevento e la Fiorentina, i bianconeri hanno dimostrato di non essere imbattibili. Sarà una partita aperta tra due squadre che non stanno vivendo un buon momento, le motivazioni faranno la differenza. E il Toro deve averne di più, deve immaginare la salvezza come uno scudetto. E deve mettere in campo lo stesso carisma che ha il suo allenatore, Nicola”.

Ci si aggrapperà a Belotti. Tu, che hai visto il primo Gallo, ti aspettavi una crescita del genere?
“Durante le partitelle in allenamento, capitava spesso che io mi ritrovavo al limite dell’area per calciare e qualcuno mi rubasse la palla in scivolata: era proprio Andrea, gli chiedevo sempre che cosa ci facesse lì. Lo racconto per far capire la voglia matta che aveva e che ha ancora adesso, è uno che non si arrende mai e che cerca di migliorare tutti i giorni”.

Che futuro immagini per l’attuale capitano del Toro?
“Deve sentirsi dentro a tutto al 100%, questo è un discorso che non vale solo per lui ma per tutti i giocatori. E non c’entrano solo i soldi, come spesso si dice, ma entrano in gioco gli stimoli e le motivazioni. Se non hai il fuoco dentro, è giusto che si prendano altre strade: a volte serve cambiare per ritrovare quel fuoco. Belotti è un ragazzo splendido che ragiona con la testa e con il cuore, sono sicuro che l’unico suo obiettivo è la salvezza del Toro. Poi, si vedrà: spererei di vederlo ancora con la maglia granata, farebbe felici tutti i tifosi”.

Il futuro di Vives, invece, qual è?
“Non ho mai nascosto il mio legame con il mondo granata: è stato un periodo bellissimo della mia carriera, sei anni e mezzo non si cancellano e mi porto dentro un pezzo di Toro, e poi sento Torino come casa mia e con il presidente Cairo ho mantenuto un rapporto stretto. Per ora mi dedico alla mia nuova, grande passione che è il padel e alla scuola calcio che ho aperto da qualche anno nel vicino a Napoli, a Casoria. E’ tra le Academy del Toro: sono riuscito a portare un po’ di granata anche nel mio paese”.