ESCLUSIVA TG - Toro, torna la voglia di credere e sperare: nasce il Toro Club Pasquale Bruno, già oltre 50 adesioni in 24 ore

ESCLUSIVA TG - Toro, torna la voglia di credere e sperare: nasce il Toro Club Pasquale Bruno, già oltre 50 adesioni in 24 ore
Cristiano Lionello
Oggi alle 09:00Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin
Il responsabile della comunicazione del Toro Club Pasquale Bruno è deluso per l'1-1 con il Lecce: “Sono rassegnato”. E sul nuovo club, già oltre 50 adesioni in 24 ore, annuncia: “Vogliamo tornare a credere e sperare nel nostro Toro".

Cristiano Lionello

Torino-Lecce 1-1: arrabbiato, deluso oppure contento?
“Più che queste cose, sono rassegnato, perché Torino-Lecce è stata l'ennesima partita degli ultimi anni che ci viene presentata come una gara che bisogna assolutamente vincere, che verrà giocata con il coltello tra i denti, come aveva detto alla vigilia mister Abate, e poi vediamo in campo una squadra che, contro un avversario in grave difficoltà tecnica, tattica e di risultati, per un'ora praticamente non fa assolutamente nulla e si limita al passaggio laterale. Poi va in vantaggio anche in maniera fortunosa e, al posto di affondare il colpo, ritorna a giocare con quel passaggio sterile e laterale. Quindi, più che deluso, sono rassegnato a vedere per l'ennesima volta una prestazione così fatta da una squadra che avrebbe potuto tranquillamente vincere e che invece torna a casa con un pareggio che muove la classifica, ma che non ti dà quel poco di slancio in più che avrebbe potuto darti”.

Ritiene che Abate sia l'allenatore giusto per il Torino, anche in virtù del fatto che il mercato del Torino consiste nel vendere i migliori giocatori e sostituirli con chi deve rilanciarsi oppure è un giovane di belle speranze?
“Ma infatti, come dico ormai da tanto tempo, quando faccio un commento tecnico sul calcio giocato dal Torino FC, purtroppo, come anche in questo caso, non parlo dell'Abate allenatore, ma dell'allenatore di turno del Torino. Abate è l'ennesimo personaggio, così come in passato altri allenatori e altri giocatori, che viene scelto, secondo me, non in base alle necessità o alle ambizioni di questa società, ma semplicemente perché magari costa meno oppure pretende meno a livello di giocatori, essendo un allenatore giovane. Poi, ovviamente, questi sono i risultati, tanto più che la squadra viene messa a disposizione dopo due o tre giornate di campionato. La rosa è mediocre e può raggiungere un unico risultato: una tranquilla salvezza, un decimo o undicesimo posto. Abate, secondo me, è una brava persona che farà la sua carriera, però in questo momento è stato scelto per raggiungere semplicemente questo obiettivo minimo: un'ennesima stagione né carne né pesce”.

Quindi i problemi del Torino partono dall'alto, dal presidente Cairo? Come la maggior parte dei tifosi, spera che prima o poi il Torino venga ceduto e si cambi completamente registro? Crede che questo avverrà in tempi abbastanza brevi?
“Premetto che sono ottimista per natura. Su quest'argomento la penso come la stragrande maggioranza dei tifosi, anche perché, di fronte ai fatti e non a delle opinioni o delle ipotesi, ma di fronte a 21 anni di fatti, o meglio di non fatti, non si può far altro che pensare a un futuro migliore. Sono arrivato al punto di dire, parlando un po' in maniera esagerata, che sinceramente non mi interessa neanche più sapere chi potrà arrivare, poiché mi interessa solo che arrivi qualcun altro per ridarci almeno quello che ci è stato tolto. Tra le tante cose fatte in negativo da questa società in tutti questi anni ce n'è una che, secondo me, è la più grave, oltre a quella di aver diviso la tifoseria, ed è l'averci tolto anche solo la speranza, il sogno di disputare una buona stagione, in una buona squadra e con un buon risultato”.

Avete fondato un nuovo Toro Club intitolandolo a Pasquale Bruno. Come mai questa doppia scelta, ossia un nuovo Toro Club e l'intitolarlo a Pasquale?
“Più che una scelta, è stata un'idea che, per fortuna, si è concretizzata, di alcuni tifosi che facevano e fanno già parte di Osservatorio Granata. Infatti, si può dire che Osservatorio Granata e Toro Club Pasquale Bruno viaggiano insieme: il Toro Club è una diramazione di Osservatorio Granata. Il Club è nato perché si aveva la volontà, nonostante questi anni bui e negativi, di cercare di riunire il maggior numero possibile di tifosi in un unico club e portare avanti la nostra idea che Pasquale Bruno incarna e rappresenta: oltre al granatismo, anche la grinta, il fatto di non arrendersi mai, di andare contro tutto e tutti. Si è scelto di raggruppare i tifosi sperando in un futuro migliore e questa è stata appunto la scelta di Pasquale Bruno, per ricordare il passato e per avere un futuro di nuovo radioso”.

Vi aspettate molte adesioni?
“Il nuovo Toro Club Pasquale Bruno ha già raccolto molte adesioni: più di 50 solo nelle prime 24 ore. Questo dimostra che c'è la voglia da parte dei tifosi di tornare, non dico come una voglia, ma di tornare a credere e a sperare nel nostro Toro”.

L'inaugurazione ufficiale del Club sarà sabato. Avete preparato qualche cosa di speciale?
“Sarà fra sei giorni, sabato 14, alle ore 20, al Salone del Comitato Juvarra, in via XXV Aprile 133, a Nichelino, in provincia di Torino. E ci sarà una cena (i posti sono quasi tutti esauriti e per prenotare entro oggi si deve chiamare Oscar, al +39 340 3992741, oppure me, al +39 335 8214328) e ovviamente sarà presente Pasquale Bruno, ma non mancheranno anche altre sorprese. Colgo l'occasione per ricordare che la sede del club sarà a Torino, in via Genova 238/A”.

Il Toro Club Pasquale Bruno avrà anche degli scopi oltre a tornare a credere e a sperare nel nostro Toro?
“Assolutamente sì. Come Osservatorio Granata, non siamo solo un gruppo di tifosi, ma promuoviamo manifestazioni ed eventi a sfondo sportivo e granata e ci teniamo a essere utili, per quanto possibile, nell'ambito del sociale, come quando partimmo per l'Emilia-Romagna con furgoni pieni di beni di prima necessità per gli alluvionati. Speriamo che non ci siano altre calamità come queste, ma noi siamo sempre dalla parte dei più deboli e dei più sfortunati, da buoni tifosi del Toro”.