ESCLUSIVA TG – Mercuri (Toro Club Asti): “Da anni il Torino non allestisce una squadra competitiva e non ha obiettivi”
Giuseppe Mercuri, presidente del Toro club Asti, è stato intervistato da TorinoGranata.it. Con lui abbiamo parlato Torino che sabato giocherà in Coppa Italia con la Carrarese e del mercato granata.
Lei è stato a Pinzolo a seguire il ritiro che idea si è fatto del Torino che si appresta a giocare la prima partita ufficiale quella di Coppa Italia contro la Cararrese, squadra che milita in Serie B?
“Siccome il mercato del Torino va a rilento è chiaro e lampante che non c’è un budget per allestire una squadra importante e non avendo questo tipo budget non c’è neanche un programma ben definito degli obiettivi. La mia idea comunque è che abbiamo un direttore sportivo, Petrachi, all'altezza che riesce a pescare sempre dei giocatori che magari nessuno nomina e nessuno conosce come, per esempio, Eray Cömert, non lo conoscevo e non l’avevo mai visto giocare. Insomma comunque il direttore cerca di allestire una squadra che faccia un campionato dignitoso, ma, secondo me, sarà un campionato dove potremmo arrivare dal decimo o dodicesimo posto al quattordicesimo, valutando anche le altre squadre. E’ vero che a livello di calciomercato nessuno sta facendo un granché, ma le altre che l’anno scorso si erano piazzate davanti a noi erano già forti e quindi bisogna vedere cosa faremo noi. Come ho detto, mi fido del nostro direttore sportivo perché comunque sta cercando di formare una squadra competitiva con un budget ristretto e questo cosa vuol dire? Vuol dire puntare sui giovani, va benissimo, e su qualche giocatore in prestito che poi potrebbe essere riscattato a suon di milioni, anche se sappiamo che non avverrà perché a certe cifre il Torino non lo fa mai e quindi l’estate prossima ci sarà di nuovo il problema di dover riallestire la squadra. Anche per questo dico che mi aspetto un campionato come quello dell'anno scorso con la squadra che si piazzerà fra il decimo e il quattordicesimo posto”.
E del nuovo allenatore Abate cosa pensa?
“Mi è piaciuto perché sembra un veterano da come dirigeva gli allenamenti a Pinzolo. Ho visto che è una persona che ha le idee chiare, sa cosa vuole ed è anche vero che Petrachi sta cercando di prendere giocatori adeguati al modulo di gioco dell’allenatore. Modulo il 3-4-2-1 che non mi convince molto, però cosa dobbiamo fare? Questa è la rosa e con questa facciamo”.
Pensa che arriveranno ancora alti giocatori?
“Ne sono convinto e qualcuno andrà via. Il problema è che puntiamo sui giovani, ma se qualcuno di loro si mette in luce poi subito viene venduto per fare cassa e quindi siamo sempre punto e a capo. Non dico che Cacciamani, Njie, Ilkhan e Gineitis andranno via tutti, però fra questa estate e la prossima sì perché quando si legge che la Roma e il Salisburgo rilanciano a certe cifre il Torino non dice di no poiché sappiamo che non c’è un grande budget per il mercato e che c'è un bilancio da salvaguardare per cui se offrono delle cifre importanti il giocatore di turno viene venduto per monetizzare. La questione però è che poi questi soldi incassati solo in parte verranno reinvestiti per rinforzare la rosa. La cosa che mi spiace più di tutto è che il Torino non ha un obiettivo, non fa progetti almeno triennali. Ipotizzando di arrivare al decimo posto l’anno dopo si dovrebbe potenziare la rosa per fare meglio e qualificarci per le competizioni europee, almeno la Conference League, ma questo non avviene perché si cedono sempre i giocatori migliori e ogni anno si ricomincia da capo sperando che non si sbagli a prendere i calciatori altrimenti si finisce in Serie B, cosa che abbiamo rischiato anche l’anno scorso. Devo dire che Petrachi come direttore sportivo sa il fatto suo e quindi sono tranquillo perché lui conosce l'ambiente, sa com’è la squadra e di conseguenza sa come deve agire sul mercato. Tirerà fuori dal cilindro giocatori sconosciuti o che comunque la maggior parte di noi non conosce o che non sono ancora stati accostati al Torino e che se non tutti almeno qualcuno si rivelerà un buon acquisto. Aprendo una parentesi, chissà quando si smetterà di far finire il calciomercato dopo che è già iniziato il campionato? Ma questo è un altro discorso”.
I tifosi del Torino dei gruppi organizzati hanno deciso di tornare allo stadio nelle partite casalinghe e di non continuare più a rimanere fuori come era accaduto dallo scorso febbraio ad eccezione del derby. Ci sono però dei tifosi che hanno deciso di non tornare più allo stadio fino a quando Cairo sarà presidente. Il vostro Toro club che cosa farà?
“Da presidente del Toro club Asti ho sempre lasciato i soci liberi di scegliere se andare o meno allo stadio, se fare o non fare l’abbonamento. Adesso non ho ancora sentito chi abbia rinnovato l’abbonamento oppure no, ma siamo in democrazia e ognuno fa ciò che ritiene più opportuno. Anche nel nostro Toro club c’è chi ha deciso di non andare più allo stadio fino a quando ci sarà Cairo. Personalmente sono contento che il tifo organizzato abbia deciso di tornare allo stadio nelle partite casalinghe perché si stava dando l'immagine di una tifoseria smarrita, che ormai si era persa e questo era una cosa che dava fastidio perché si perdeva l’identità del tifoso. Un mesetto fa, sfidando un caldo torrido, i tifosi della Curva Maratona si sono ritrovati davanti al Filadelfia e si sono confrontati e hanno deciso democraticamente di tornare allo stadio. Non era questione di perdere l‘identità granata perché quella non la si perde, ma di perdere l’identità del tifoso. Lo sciopero ormai non aveva più senso tanto la situazione la si conosce benissimo e tutti sanno che Cairo non è più gradito ai tifosi. Quindi si deve attendere quando il Politecnico presenterà il progetto per ristrutturare lo stadio Grande Torino Olimpico e allora si vedrà cosa accadrà. Ricordiamoci che il Comune di Torino ha prorogato l’affitto fino al termine della stagione che sta iniziando, quindi fino al 30 giugno 2027 e poi il Torino Fc dovrà comunicare alla Lega Calcio dove disputerà la stagione 2027-2028 per cui qualcosa per forza dovrà accadere. Cairo ha detto che è disposto a vendere il Torino e che qualcuno ha mostrato interesse ad un eventuale acquisto anche se finora non è stata iniziata alcuna trattativa. Non so come funzionano queste cose e neppure se la ristrutturazione dello stadio nel caso qualcuno lo rilevi dal Comune debba essere fatta subito oppure se la si possa fare più avanti, ma in ogni caso qualche cosa dovrà accadere prima del 30 giugno 2027 perché il Torino dovrà dire alla Lega Calcio dove giocherà nella stagione 2027-’28.
Tornando al discorso sull’andare o meno allo stadio, io ci vado, ma non in inverno perché fa troppo freddo soprattutto quando si gioca di sera e non capisco perché a Torino lo si debba fare, ma questo dipende da chi decide la programmazione delle partite. Comunque capisco che la gente sia stufa e non voglia andare allo stadio visto che da anni non c’è una squadra competitiva. Una volta quando il Toro giocava sulle chat la gente commentava, ma adesso il numero di messaggi è molto diminuito e questo indica che i tifosi non ne possono più e che si disinteressano perché da anni non si vince niente e non c’è un progetto. Provare ad essere competitivi e piazzarsi in posto utili per le coppe europee non significa per forza andarci tutti gli anni, ci sarà l’anno che si riesce e quello no, ma è il provarci che conta e i tifosi lo apprezzerebbero molto e non sarebbero più disinteressati. Ma quando si vede Bellanova venduto a campionato già iniziato, giovani emergenti che vengono ceduti per fare cassa senza venir ben rimpiazzati e ogni anno si cambia allenatore allora inevitabilmente il disinteresse cresce”.
Tornando alle partite, qual è il suo pronostico per i trentaduesimi di Coppa Italia con la Carrarese?
“Il Torino passerà il turno, ma non sarà una partita facile: ci sarà da sudare e non solo per il grande caldo. Le ultime partite di Coppa Italia che ho visto con Frosinone e Empoli siamo stati eliminati, ma con la Carrarese all’80% dovremmo vincere. Non sarà una gara da tanti gol. Il Torino non è una corazzata, siamo una squadra discreta che ha iniziato un nuovo percorso con un nuovo allenatore. Abate va sostenuto perché a 39 anni si è messo in gioco ed è venuto per la prima volta ad allenare una squadra di Serie A ed è lui che prima di tutti rischia, anche se potrebbe mettersi in luce se tutto andrà bene. Comunque rischia perché sappiamo come funziona il calcio: se a novembre il Torino sarà nella parte bassa della classifica tutte le belle parole andranno a farsi benedire e lui rischierà di essere esonerato. Io apprezzo molto Abate perché si è messo in gioco pur sapendo delle difficoltà della Serie A, che non avrà una squadra particolarmente attrezzata e dovrà arrangiarsi con i giocatori che avrà a disposizione. In più l’ambiente è in fibrillazione con la società e con Cairo.
Certo i tifosi sono tornati allo stadio, ma fino a novembre c’è il divieto di andare in trasferta dopo gli scontri nel derby. Ecco questa è una cosa brutta perché ci sono andati di mezzo anche chi non vi ha partecipato è vero che poi dopo il ricorso il divieto è rimasto solo per chi risiede a Torino e provincia, ma non credo sia giusto penalizzare tutti e non solo gli eventuali colpevoli. Adesso chi va allo stadio deve essere responsabile perché ci sono tantissime restrizioni e la tendenza è colpire tutti i tifosi e appunto non solo chi eventualmente ha fatto qualcosa di non consentito. Comunque il principio di queste regole dovrebbe cambiare proprio perché colpiscono tutti indiscriminatamente comprese famiglie e persone che utilizzano le trasferte per fare anche una gita: la parte sana del tifo non deve essere penalizzata e farlo non so se democraticamente sia legittimo”.
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