ESCLUSIVA TG – Gino Latino: “Il non-progetto Torino. Abate? Lo stesso destino di chi lo ha preceduto: non riuscirà a concludere nulla”

ESCLUSIVA TG – Gino Latino: “Il non-progetto Torino. Abate? Lo stesso destino di chi lo ha preceduto: non riuscirà a concludere nulla”
Gino Latino
Oggi alle 12:00Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin
Gino Latino si aspettava un inizio di stagione deludente del Torino per lo scarso calciomercato. Nelle prossime sei partite pronostica 6-7 punti.

Gino Latino è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Latino è un dj, producer che si divide fra l’Italia e Londra, voce storica del Torino Calcio, attualmente speaker di Radio Grp e grande tifoso granata. Con lui abbiamo parlato del Torino che dopo cinque giornate di campionato ha 4 punti.

Cosa pensa dell’avvio di stagione del Torino?
“Mi aspettavo questo inizio di stagione deludente proprio in relazione allo scarso calciomercato e alla qualità della rosa che è stata presentata fin dall’inizio della stagione”.

La rosa le sembra sufficientemente completa?
“La rosa, purtroppo, non mi sembra sufficientemente completa. Abbiamo lacune evidenti in diversi reparti, e alcune scelte sul mercato non hanno colmato i bisogni della squadra, lasciando pochi margini per competere ai livelli che ci aspetteremmo. E che anche quest’anno come sempre non arriveranno”.

Ritiene Abate l’allenatore giusto?
“Nulla contro il mister, ma Abate mi sembra l’ennesima scelta sbagliata per il tipo di squadra che è stata costruita. Anche lui, purtroppo, credo che seguirà lo stesso destino di tutti gli altri allenatori: non riuscirà a concludere nulla con questa società e con questo non-progetto”.

C’è qualche calciatore che l’ha particolarmente colpita in positivo?
“In realtà c’è ne sono 2 che considero di livello e sono Adams e Simeone. Tuttavia, in questa squadra non riescono a rendere come dovrebbero, perché manca un centrocampo adeguato che li supporti a dovere.”

E in negativo?
“Lucas Perri, ma anche Vlasic, che solitamente è un riferimento offensivo, non sta giocando bene. Tra quelli che mi hanno colpito meno, metterei sicuramente anche Gineitis e Cacciamani. Lo dico anche guardando i numeri di questa prima fase: Gineitis ha una media voto  di 6,45 e, soprattutto nelle ultime partite, non è riuscito a dare il contributo che ci si aspettava da lui. Cacciamani ha fatto vedere qualcosa a sprazzi, ma anche il suo rendimento è stato piuttosto discontinuo. Non voglio addossare tutte le responsabilità a loro, perché credo che il problema sia soprattutto nella qualità complessiva della squadra e nel modo in cui è stata costruita, però è evidente che in questa prima parte di stagione entrambi stanno facendo fatica a incidere”.

Lei si divide fra Torino e Londra e in Inghilterra, quando può, va a vedere partite. Recentemente lo ha fatto?
“Sì, e ci ho portato pure degli amici. Siamo andati a vedere la partita del QPR contro il Preston e abbiamo approfittato dell’occasione per visitare lo store e il Museo e tutti gli store e anche il Museo all’interno dello stadio valorizzano e mettono in risalto il loro passato per valorizzare il presente. Ci sono file di persone davanti agli store per comprare le magliette dei loro giocatori storici. Se penso alla Storia che ha il Toro mi si stringe il cuore. Ho incontrato due americani e parlando con loro ho scoperto che del Toro conoscevano solo il Grande Torino e non sapevano nemmeno che esistesse il Torino FC e infatti pensavano che oramai oltre alla Juventus non ci fosse un’altra squadra nella nostra città. Pensiamo come siamo messi, ci rendiamo conto! I Queens Park Rangers militano in Championship valorizzano il passato in una maniera pazzesca con foto, poster e ristampe e repliche delle magliette dei loro grandi giocatori, meglio che non dica cosa penso di noi:
Sono andato a vedere anche il Fulham contro il Manchester United al Cravent Cottage. La Premiere League è un altro pianeta, basta anche solo la Championship per rendersi conto di come siamo messi! In stadi, presenze e qualità di gioco e spettacolo vincono 10-0 contro la nostra Serie A! Quando ci porto qualcuno mi dicono tutti la stessa cosa: se non ci fossi venuto di persona non avrei capito!
Aggiungo che i giocatori terminata la partita escono dallo stadio e tornano a casa a piedi con fidanzate, mogli, amici, parenti che li aspettano fuori. Si mescolano tra la gente e nessuno li importuna o li disturba che abbiano vinto, pareggiato o perso”.

Un’ultima cosa, alla ripresa del campionato il Torino affronterà squadre più alla portata, a parte il Como. Quanti punti pensa che potrà fare con Udinese, Parma, Monza, Como, Frosinone e Lecce?
“A parte il Como. Secondo me, potrebbe riuscire a raccogliere 7, 8 punti, magari con qualche pareggio e una vittoria, ma resta indispensabile essere concreti. Sono tutti scontri diretti per non retrocedere, il primo contro la Fiorentina l’abbiamo per fortuna vinto! Grazie, un saluto a tutti e alla prossima!”.