Due grandi parate di Sirigu e il gol di Ansaldi hanno portato tre punti per l’Europa

Torino non pervenuto nel primo tempo, ma è migliorato nella ripresa. Ammoniti Veloso e Baselli che salteranno rispettivamente la gara con la Spal e con il Milan.
20.04.2019 17:41 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Cristian Daniel Ansaldi
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Cristian Daniel Ansaldi

Sotto gli occhi del Ct Roberto Mancini, in tribuna con Attilio Lombardo, il Torino ha conquistato tre punti forse fondamentali per l’Europa e il Genoa pur sconfitto ha mantenuto il distacco di cinque punti dall’Empoli terz’ultimo che ha perso con la Spal. Gradinata Nord vuota nella parte centrale per protesta contro la gestione Preziosi, ma c’è anche stato qualche applauso all’indirizzo della squadra quando è entrata per il riscaldamento.
Mazzarri dovendo fare i conti con le defezioni di Falque, Djidji e del giovane Millico per infortuni e di Zaza per squalifica e con il dover inseguire un posto che porti in Europa è stato condizionato nelle sue scelte, quindi, per completare il terzetto difensivo ha utilizzato Moretti . A centrocampo ha preferito la muscolarità di Meïté alle geometrie di Lukic e sulla fascia destra Aina a De Silvestri (neppure in panchina), che lunedì era stato operato al naso dopo lo scontro fortuito con Klavan che lo aveva messo ko alla fine del primo tempo con il Cagliari. A supportare Belotti, al ritorno dopo la squalifica, in attacco Baselli e Berebguer. Prandelli alla ricerca di punti per tenersi a distanza dalla zona retrocessione e senza gli squalificati Pandev e Biraschi e gli disponibili Hiljemark, lungodegente, e anche Favilli ha optato per il 3-5-2 che si trasformava in 5-3-2 quando Radovanovic  e Lazovic arretravano sulla linea difensiva formata da Romero, Zukanovic e Criscito. A centrocampo Sturaro, Lerager e Veloso e in attacco ha preferito a Kouamé Lapadula, alla prima da titolare, per fare coppia con Sanabria.

Gioco spezzettato e pressione sui portatori di palla con tante interruzioni per falli non di particolare gravità, ma  che da subito hanno denotato la tensione che avevano le due squadre che sapevano di dover fare punti. Le squadre non hanno trovato per una ventina di minuti il ritmo del gioco e in particolare a centrocampo non sono riuscite a sviluppare le manovre per cui spesso hanno preferito cercare la profondità nella speranza di riuscire a portare pericoli dalle parti dei due portieri senza, però, grandi risultati. Prandelli dopo pochi minuti ha chiesto a Lapadula e Sanabria di giocare più vicini e intorno al quarto d’ora Mazzarri ha invertito Berenguer e Baseli perché lo spagnolo faceva fatica ad andare via a Lazovic e alla metà del primo tempo anche Aina e Ansaldi. Spazi chiusi e rifornimenti scarsi per le punte. Quando il Genoa ha superato i suoi timori ha preso possesso del centrocampo e ha creato le azioni più pericolose. Prima ci ha provato Sanabria che a centro area su cross di Criscito si è visto respingere il tiro di destro da Moretti (16’).  Poi è stata la volta di Zukanovic che su punizione battuta da Suraro di testa ha tentato il tiro, ma non ha inquadrato lo specchio della porta e la palla è uscita poco oltre il palo, nell’occasione il bosniaco è stato lasciato troppo libero di agire (21’). Come sempre Sirigu ha dimostrato il suo valore mettendoci una pezza e salvando la sua porta. Criscito ha servito alla perfezione Lerager in mezzo all’area e il danese di testa ha costretto Sirigu a compiere una vera e propria prodezza (35’). Un altro pericolo per i granata l’ha creato Lapadula che dopo aver controllato ha spedito la palla un po’ oltre il palo (37’). Prandelli ha dovuto sostituire Sturaro con Rolon dopo un contatto con Meïté per un trauma contusivo al ginocchio destro (33’). Praticamente il Torino non è pervenuto e le uniche volte che si è presentato dalle parti di Radu non ha creato nessun pericolo. Lazovic ha spedito sul fondo un tentativo di Ansaldi, ma i granata non hanno approfittato del conseguente calcio d’angolo (33’) e poi ancora l’argentino non ha inquadrato lo specchio della porta (44’). Nel secondo minuto di recupero su sviluppo da punizione Baselli, su cross di Ansaldi, di testa ha schiacciato,ma Radu senza problemi ha fatto sua la palla (47’), forse baselli avrebbe potuto servire qualche compagno meglio piazzato. Il primo tempo è così terminato sullo zero a zero e con il Genoa che ha dimostrato di voler conquistare i tre punti, mentre il Torino è stato troppo prevedibile e praticamente tutte le volte che ha passato al metà campo ha trovato un Genoa molto ben schierato che ha chiuso gli spazi e le linee di tiro impedendo ai granata si creare veri problemi dalle parti di Radu. Per quel che riguarda la direzione arbitrale da segnalare solo un contatto in area tra Criscito e Ansaldi, ma l’arbitro Doveri non ha ravvisato nessun fallo, anche se l’argentino ha reclamato il rigore (14’).

Nella ripresa all’inizio non si sono notate grandi differenze con il primo tempo, ma poi il Genoa ha commesso un errore che ha permesso al Torino di sbloccare il risultato. Il Genoa ha provato subito a segare: cross di Lerager per Lapadula che è arrivato per primo sulla palla nelle vicinanze del primo palo, ma poi ha tirato male con il destro e ha mandato fuori (48’). Mazzarri allora ha re-invertito Ansaldi con Aina. Prandelli ha effettuato il secondo cambio mandando in campo Kouamé per Sanabria (53’).  Un fallo di mano di Veloso gli è costato il cartellino giallo che gli farà saltare la prossima partita con la Spal poiché era diffidato (55’). Il Torino è sembrato svegliarsi quando Baselli su punizione ha mandato la palla di poco fuori oltre il secondo palo con Radu che è rimasto fermo e non ci sarebbe arrivato (57’). L’errore del Genoa. Veloso ha calciato male una punizione permettendo la ripartenza del Torno e Aina ha scaricato su Berenguer che ha fornito un perfetto assist a liberare Ansaldi che di potenza ha infilato la palla nel sette (58’). I rossoblù dopo aver subito il gol hanno provato a riportarsi in parità, ma sull’angolo battuto da Veloso Zukanovic pur saltando son il tempo giusto ha impattato male e il pallone è finito fra le braccia di Sirigu (62’). Poi il Genoa si è allungato e così si sono aperti grandi spazi per il Torino che non è riuscito a sfruttarli un po’ per errori di mira e per una parata di Radu. Prandelli ha giocato l’ultima carta a sua disposizione inserendo Bessa per Veloso (66’). Il Genoa ha comunque continuato a provare a pareggiare. Crisicto ha imbeccato Lerager che di testa non ha impresso forza e Sirigu ha dovuto solo raccogliere la palla (68’). Mazzarri ha sostituito Berenguer con Parigini (71’). Un lancio lungo di Zukanovic non è stato sfruttato da Kouamé che di testa non è riuscito a servire Lapadula che era scattato (74’).  Il Torino ha avuto ancora due occasioni, ma non è riuscito a raddoppiare. Ansaldi vedendo il taglio di Belotti lo ha servito, ma il “Gallo” è stato troppo precipitoso e ha mandato la palla in curva (77’). Un fallo di Baselli su Romero è costato caro al centrocampista e al Torino, infatti, Daniele era diffidato e avendo preso il giallo salterà la gara con il Milan (81’). Cartellino giallo arrivato proprio quando Mazzarri stava sostituendo Baselli con Lukic (84’). E ancora un’altra parata decisiva di Sirigu. Punizione di Lazovic e colpo di testa di Kouamé che ha trovato la reazione del portiere granata che è volato e ha deviato il tiro (87’). L’ultimo sussulto è arrivato con Parigini che è stato servito da Belotti, partito in contropiede, e a tu per tu con Radu si è fatto parare il tiro, bravo Radu nell’intervento, ma Vittorio avrebbe potuto fare qualche cosa in più (92’). Anche il Genoa, come nel primo tempo il Torino, ha reclamato un rigore per una presunta spinta in area di Izzo a Kouamé con l’arbitro che ha dato fallo contro ai rossoblù (79’).

Aiutati che il ciel ti aiuta è quello che ha fatto il Torino oggi perché pur non essendo pervenuto nel primo tempo ha poi vinto e grazie ad alcuni passi falsi o messi passi di altre concorrenti non solo si trova in piena corsa per l’Europa League, ma si è anche rilanciato per la Champions. In attesa di sapere che cosa farà la Roma questa sera con l’Inter al Meazza e l’Atalanta che giocherà nel posticipo di lunedì al San Paolo con i Napoli la squadra di Mazzarri si è lasciata alle spalle la Lazio che ha perso con il Chievo già retrocesso ed è a tre punti dal Milan, quarto, che all’ora di pranzo ha pareggiato con il Parma e che sarà il prossimo avversario.