Crotone-Toro: rivoluzione o conservazione pitagorica?

03.03.2021 11:02 di Claudio Colla   Vedi letture
Crotone-Toro: rivoluzione o conservazione pitagorica?
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© foto di Andrea Rosito

Capace di fermare i granata - allora in mano a Marco Giampaolo - sul pari a reti bianche, sul terreno del Grande Torino, in occasione della gara d'andata (data 8 novembre 2020), la cenerentola Crotone, passata ora da Giovanni Stroppa alle cure di Serse Cosmi, con una situazione di classifica che lascia poco spazio alle speranze di salvezza, è la prossima avversaria di campionato per il Toro di Nicola. Un Toro che, di fronte all'ultima della classe, ha l'opportunità di allungare la striscia di risultati positivi, in attesa di capire cosa accadrà in merito alla controversa partita non disputata ieri sera contro la Lazio, alle porte di una dieci giorni di fuoco che vedrà i granata impegnati, in dieci giorni, nella sfida casalinga contro la capolista Inter, nel recupero della partita contro il Sassuolo, e nella trasferta che li opporrà alla Samp.

Riprendere la corsa, dunque, contro una squadra che, già a partire dalla gara di Bergamo, in programma questa sera, potrebbe rivelarsi profondamente cambiata. Cosmi, da allenatore esperto, potrebbe sì evitare uno strappo immediato in termini tattici, riproponendo il 4-3-1-2 del suo predecessore, ma potrebbe altresì decidere di reimpostare la squadra fin da subito, in nome dell'all or nothing che la posizione di classifica del Crotone impone, schierandola con un 3-5-2/5-3-2 quasi speculare a quello granata. Tra le necessità principali per i pitagorici, il pieno recupero di Sebastiano Luperto, da rendere elemento di spicco della retroguardia; restituire Petriccione alla titolarità, in un modulo che può valorizzarne le caratteristiche; far giostrare al meglio i quattro principali elementi d'attacco (Simy, Messias, Ounas, Di Carmine), magari passando occasionalmente al tridente.

Un centrocampo non rapidissimo ma corazzato indurrà il Toro a cercare la profondità e le fasce laterali, con Belotti, Lukic e Singo pronti a far male agli avversari; Lyanco e Bremer potrebbero sperimentare più di qualche difficoltà di fronte ai movimenti con e senza palla del succitato Messias, mentre Pereira e Reca, sulle corsie esterne, tendono a lasciare numerosi spazi, con più di qualche problema su diagonali, raddoppi, e chiusure. Gara, in definitiva, certamente possibile da far propria, ma non del tutto priva di insidie.