Chi resta e chi va - Il Borsino della mediana di Casa Toro

09.04.2020 12:08 di Claudio Colla   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Chi resta e chi va - Il Borsino della mediana di Casa Toro

Settore nevralgico del campo, bistrattato da un mercato che né in estate né a gennaio ha portato innesti in squadra, nonostante un evidente carenza di tasso tecnico e visione di gioco, il centrocampo granata, per varie ragioni, potrebbe restare ancora una volta simile a se stesso, più di quanto ora si immagini. Un po' la poca spendibilità sulla campagna trasferimenti di almeno alcuni dei suoi componenti (a fronte delle aspettative di Cairo su eventuali plusvalenze), un po' le condizioni generali di quello che sarà il post-pandemia per i club calcistici da ogni dove. Un volto nuovo, presumibilmente, arriverà, in ogni caso: magari meno prestigioso di Giacomo Bonaventura, magari più integro fisicamente. Per quanto l'approdo in granata del milanista Jack, anche ove solo per garantire 20-25 partite a stagione, eleverebbe senza dubbio alcuno il valore assoluto del reparto. E senza dimenticare il probabile rientro nel progetto principale per Jacopo Segre. Ma, per ora, pensiamo in prima istanza alle prospettive di chi, in maglia Toro, già c'è.

BASELLI Daniele - Da anni si parla di Milan, Lazio, Roma, Fiorentina. Quei club, insomma, generalmente tre-quattro posizioni sopra il Toro, salvo exploit o crolli. Per Baselli la zona Europa League-bassa Champions sarebbe l'ideale sia per mettersi in maggior evidenza di fronte a Roberto Mancini e ai suoi scout, sia in termini di respiro internazionale, per accrescere il proprio status di calciatore. Appare in ogni caso bruciato l'anno dei 27-28 anni d'età, tappa fondamentale per i "tardi" salti di qualità dei centrocampista; tra prestazioni che raramente lo hanno visto emergere al di sopra della media della squadra, il solito reiterarsi di piccoli infortuni, posizione in campo e mansioni spesso nebulosi. Prospettive di mercato autentiche, al momento, non se ne registrano, men che meno per i 20 milioni di euro che, quanto meno in tempi pre-pandemia, Cairo si sarebbe aspettato per il suo cartellino. L'arrivo di Bonaventura, senpai atalantino di quel 2013/14 che lo vide affermarsi tra le giovani realtà più interessanti del calcio nostrano, potrebbe peraltro infondergli nuova linfa. Percentuale di permanenza: 75%

LUKIC Sasa - Gli è mancato lo spunto in più per affermarsi come astro nascente assoluto della mediana granata, specie lungo il duro inverno che, a mo' di schiacciasassi, ha annichilito il Toro a colpi di sconfitte senza appello. Ma Lukic, al momento sembra assolutamente nei piani della società, in quella situazione di equilibrio che lo porta, da un lato, a essere quanto meno un semi-titolare, munito di notevoli margini di crescita; dall'altro, a non essersi messo in evidenza fino al punto di catturare l'attenzione di club di rango più elevato, e di mettere così i vertici granata nella posizione di ragionare su un'eventuale plusvalenza significativa. Per Lukic, ora come ora, il prosieguo dell'esperienza al Toro, anche in direzione di una permanenza nel giro della nazionale maggiore serba, appare lo scenario più logico e praticabile: 24 anni da compiere ad agosto, contratto in essere fino al giugno 2023, posizione di rilievo nel progetto tecnico. Percentuale di permanenza: 85%

MEITÉ Soualiho - Un anno solare abbondante di prestazioni per lo più deludenti, dopo l'inizio di grande impatto della sua prima stagione nel calcio italiano, lo porta a essere l'attuale anello debole del reparto mediano granata. Tra fine 2018 e 2019 si era parlato, per il versatile centrocampista franco-ivoriano, di sondaggi provenienti da piazze prestigiose: Milano, Roma, Londra, Siviglia, Marsiglia, Lione. E, ancora lo scorso gennaio, nonostante un rendimento certo al di sotto delle aspettative, Fiorentina e SPAL si erano affacciate sulle sue tracce; nulla di fatto, Meité è rimasto in maglia Toro. Impensabile, al momento recuperare l'investimento di 11 milioni e mezzo di euro, per quanto, al di là delle formalità di bilancio, l'ex-Bordeaux sia arrivato in uno scambio alla pari col Monaco, che aveva portato nel Principato l'attuale genoano Barreca, mancino di fascia di belle speranze il cui ciclo in granata era però fin troppo evidente fosse giunto al termine. In ogni caso, un'offerta che anche pareggi la cifra a cui Meité sarà a bilancio tra luglio e agosto (6 milioni e 900mila euro, considerando l'accordo valido fino al giugno 2023), congruente peraltro con la valutazione che ne fa Transfermarkt.de (esattamente 7 milioni), potrebbe anche essere presa in considerazione dal club (anche come cifra stabilita come riscatto per un prestito col suddetto diritto). Per caratteristiche atletiche, il giocatore ha infatti mercato oltre quelle che possono essere state, da un anno circa a questa parte, le sue dinamiche di rendimento nel Toro. Senza contare che, tra i quattro componenti dell'attuale mediana granata, Meité risulta forse essere il meno adatto al calcio "raffinato" di Longo. Per quanto un passaggio al 4-3-3, da mezzala pura, o persino a un 4-2-3-1, in cui sia sperimentato da trequartista atipico, potrebbe finire per giovargli. Percentuale di permanenza: 60%

RINCÓN Tomás - Colonna della mediana granata, raramente sotto la sufficienza in termini di rendimento, il venezuelano dovrebbe restare dov'è, per ragioni di età (trentadue le candeline spente lo scorso gennaio), oltre che di centralità nel progetto. A meno che un club di posizione in classifica e prospettive più rosee, magari dalla Spagna, non gli faccia ponti d'oro, o una società italiana non gli proponga un'avventura nuova e stimolante (Mihajlovic, tecnico con cui Rincón condivideva un buon feeling, potrebbe pensarci come veterano di riferimento nell'organico del Bologna, dando il benservito anticipato a un Gary Medel rivelatosi fragile dal punto di vista della condizione atletica), El General, trascorse già tre stagioni e mezza al Toro, appare destinato a rimanerne perno. Tra i leader in campo senatoriali, simboli e tasselli di uno zoccolo duro di cui Longo avrà un gran bisogno, per dare il via a una rifondazione fruttuosa. Il tutto senza trascurare l'opportunità di un prolungamento di almeno un anno (l'attuale scadenza contrattuale è fissata per il giugno 2021), e di un piccolo ritocco all'ingaggio stagionale, che ammonta a un milione e 400mila euro. Percentuale di permanenza: 85%