Chi raccoglie l’eredità di Belotti? Il vero problema del Toro è che manca il bomber

12.09.2022 11:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Antonio Sanabria
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Antonio Sanabria
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Brucia ancora il gol di Brozovic all’89esimo che ha permesso all’Inter di battere il Torino e il subire reti nei finali è una questione che ha tenuto banco anche nella scorsa stagione, ma non solo. Però non è questo il vero problema irrisolto della squadra granata, infatti ce n’è uno ben più grande: il Torino segna poco. Finora sei gol, con la media di uno a partita con nessuno alla Lazio e all’Inter, uno all’Atalanta e al neo promosso Lecce, due alle altre due squadre provenienti dalla Serie B Monza e Cremonese. Crea parecchie occasioni da gol il Torino, ma poi non le concretizza. Un po’ per mira sbagliata, un po’ per la bravura dei portieri avversari, che può sempre essere condita da un pizzico di fortuna per gli altri e di sfortuna per i granata, ed infine non manca anche un tantino di imprecisione nell’ultimo passaggio.

Che il problema del gol sarebbe venuto fuori era decisamente prevedibile con l’addio di Belotti vista la scelta di puntare su Sanabria, che è funzionale alla manovra, ma non è di certo un cecchino sotto porta e lo dicono i dati della sua carriera: solo nella stagione 2015-16 è andato in doppia cifra, 11 reti, quando giocava nello Sporting de Gijón. E su Pellegri, ragazzo, ha 21 anni, che potenzialmente ha maggior fiuto per il gol del collega, ma che viene utilizzato poco, anche a causa del doverlo gestire dal punto di vista fisico poiché ha già avuto tanti infortuni importanti e poi forse anche per vedere se Sanabria riesce a diventare più prolifico.

Al momento lo scettro di cannoniere in casa granata spetta a Vlasic con 3 reti, e una a testa le hanno realizzate Miranchuk, Radonjic e Sanabria. Il Torino in questo inizio di stagione ha anche avuto un gol annullato per fuorigioco a Pellegri nel match con il Lecce, ma comunque non cambia la questione. In 6 partite il Torino ha creato 56 occasioni da gol, ha tirato 67 volte delle quali 25 nella porta degli avversari e ha realizzato 6 gol. I numeri (dati Lega Serie A) sono eloquenti. La differenza reti pari a zero, sei anche i gol subiti, in proiezione futura al massimo porta a un piazzamento a metà classifica, posizione più posizione meno. Bene che Vlasic, un trequartista, abbia segnato 3 gol, però senza un buon numero di reti dei centravanti, almeno uno deve andare in doppia cifra possibilmente avvicinandosi ai 15 gol, i sogni di gloria è meglio scordarseli.
Chi raccoglie l’eredità d Belotti? Per ora proprio nessuno.