Cairo adesso sostenga pienamente Longo

22.05.2020 17:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Cairo e Longo
Cairo e Longo

Fra poco meno di un mese il campionato dovrebbe, Covid-19 permettendo, ri-iniziare, le dare ipotizzate sono o il 13 o il 20 giugno, e il Torino scenderà in campo 13 volte con l’obiettivo di almeno mantenere l’attuale posizione in classifica, ma conoscendo Moreno Longo di allontanarsi dalla zona a rischio retrocessione. Le premesse non sono del tutto favorevoli se si pensa che dalla prima partita di questa stagione, l’andata del secondo turno preliminare di Europa League con il Debreceni il 25 luglio scorso, all’ultima disputata, in campionato con il Napoli il 29 febbraio, tra alti e bassi la squadra granata, che fino al 4 febbraio era allenata da Walter Mazzarri, ha subito una progressiva involuzione che l’ha portata ad essere prima eliminata negli spareggi per l’Europa League dal Wolverhampton il 29 agosto, poi dalla Coppa Italia ai quarti di finale dopo i tempi supplementari dal Milan il 28 gennaio e in campionato è scivolata verso il fondo della graduatoria fino al quindicesimo posto con due sole lunghezze di vantaggio sulle terzultime, Genoa e Lecce che hanno disputato una partita in più.

Riprendere il campionato sarà un po’ come se iniziasse un nuovo torneo visto che l’ultima partita giocata, Sassuolo-Brescia, risale al 9 marzo e quando si ricomincerà saranno passati più di tre mesi per cui per tutte le squadre sarà un incognita, ma per quelle che erano in difficoltà già prima è probabile che sarà ancora più complesso dovendo lottare per non retrocedere. I giocatori del Torino dovranno dare il massimo cosa che sicuramente farà Longo, ma dovrà avere il sostegno della società a iniziare dal presidente Cairo che lo ha voluto per sostituire Mazzarri, anche perché avrebbe allentato le contestazioni risolte soprattutto a lui, cosa che effettivamente è avvenuta prima che il Coronavirus bloccasse tutto. Già da qualche settimana e più ancora dopo la nomina di Vagnati quale nuovo direttore sportivo le voci di un cambio sulla panchina granata a fine stagione si sono incrementate con tanto di nomi di possibili sostituti, da Giampaolo a Nicola passando per Maran, Juric, Pioli, D’Aversa, Semplici, Di Francesco e più chi ne ha ne metta. Longo ha bisogno di tutto tranne che di dover anche fare i conti con uno spogliatoio che lo considera un allenatore in scadenza, pur nella consapevolezza che aveva firmato con il Torino un contratto fino al termine della stagione. Sarebbe meglio che il mister dovesse occuparsi di far ritrovare la piena forma ai giocatori dopo l’attività a casa e quella a gruppetti in questo periodo dove riprendono anche gli allenamenti collettivi in preparazione alle partite e nella speranza che nessuno, né ora né più avanti si faccia male, stante una rosa non proprio abbondante e in alcuni reparti abbastanza risicata, soprattutto sulle fasce. Longo oltretutto dovrà dare alla squadra un gioco efficace e produttivo, cosa che è quasi sempre latitata nella precedente parte della stagione, quindi, ha bisogno del pieno sostegno della società in modo che i giocatori non concentrino i proprio pensieri già sul mercato pensando più a nuove destinazioni e a evitare infortuni che a mantenere il Torino in Serie A. Vagnati e gli altri dirigenti potranno dare una mano a Longo, ma solo Cairo può farlo pienamente.