Berisha-Milinkovic, è il dualismo tra portieri la scelta giusta?

28.06.2021 11:38 di Claudio Colla   vedi letture
Berisha-Milinkovic, è il dualismo tra portieri la scelta giusta?
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Quello per cui "una squadra deve avere un portiere titolare inequivocabile, altrimenti è il caos" è un ritornello che si sente spesso ripetere, nel momento in cui qualcuno azzarda un percorso differente. Due portieri intenti a giocarsi la maglia da titolare? Scenario già visto in passato, ma piuttosto coniugatosi in un'alternanza tra campionato e coppe: alcuni esempi, descrivibili come "parzialmente funzionanti", o, quanto meno, "non da buttare", sono reperibili tra Napoli (l'ultimo triennio di convivenza tra Meret e Ospina) e Parigi: in questo caso fu proprio Salvatore Sirigu, titolare granata lungo l'ultimo quadriennio, a dover contendere la "Numero Uno" al tedesco Kevin Trapp - anch'egli impegnato come riserva a Euro 2020, - schema riproposto dallo stesso Paris Saint-Germain nel 2018/19, col dualismo tra Buffon e Areola. Tutt'altre situazioni, contesti in cui la presenza in Europa, in genere prolungatasi almeno fino a primavera inoltrata, poteva fungere da deterrente all'interprete abitualmente invitato a sedersi in panchina nel weekend.

Ammesso che la preparazione estiva dia effettivamente luogo a uno scenario dualistico, sono quelli giusti i segnali dati dal Toro, rispetto alla gestione dei portieri? Freschissimo di rinnovo, è plausibile che Vanja Milinkovic-Savic si aspetti ben più di una sporadica chance per guadagnarsi i gradi da estremo difensore di riferimento. D'altro canto, Etrit Berisha, che arriverà presumibilmente a inizio luglio, approda in granata sulla scia della profonda stima di Vagnati nel suo operato; ancora piuttosto giovane, il trentaduenne nazionale albanese porta con sé una storia di stagioni nella massima serie a livelli mediamente più che buoni, tra i pali della SPAL e quelli di realtà blasonate come Lazio e Atalanta, ed è difficile pensare che sia in procinto di venire a Torino nella prospettiva di "prender polvere".

Tutto starà alla gestione del particolare impatto psicologico di tale assetto da parte di Ivan Juric, e dello spogliatoio granata nella sua interezza. Anche per questo, un dualismo tra portieri rischia di rappresentare una proverbiale circostanza in cui "si gioca col fuoco": il tecnico croato è alla stagione di debutto, e dovrà già mettere insieme un gruppo di "quasi-big" del recente passato, reduci da due stagioni complessivamente deludenti (uno tra tutti, ammesso che resti, Armando Izzo), di nuovi arrivi, di personaggi in cerca d'autore. Ritrovandosi un gruppo privato di tre di quelli che sono stati i suoi principali leader lungo l'ultimo quadriennio (Sirigu, Belotti, Nkoulou), in cui i succitati equilibri psicologici potrebbero non essere scontati. Una molecola-Toro, insomma, ricca di elementi instabili. L'assenza, dunque, di un titolare definito tra i pali, per tali ragioni, potrebbe rappresentare un azzardo difficilmente sostenibile.