Berenguer il jolly che sa rendersi prezioso e Verdi che non riesce ad incidere

I due giocatori sono stati a Brescia i due volti del Torino che sta cercando di riportarsi in classifica in posizioni più consone con gli obiettivi.
10.11.2019 11:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Berenguer il jolly che sa rendersi prezioso e Verdi che non riesce ad incidere

Berenguer ieri a Brescia è entrato e ha segnato due gol blindando il risultato che Belotti aveva indirizzato verso la vittoria e Sirigu aveva mantenuto tale, mentre Verdi, che era partito titolare, è uscito, proprio per fare posto allo spagnolo, fornendo un’altra prova non convincente. I due giocatori sono le due parti della medaglia, i due volti del Torino che potenzialmente può lottare per l’Europa, come ava già fatto nello scorso campionato, in particolare nel girone di ritorno, ma che poi va ad intermittenza e quando stacca la spina o proprio non si connette diventa una squadra di basso profilo. 

Verdi al termine del mercato estivo è giusto al Torino per essere un valore aggiunto con il compito di migliorare l’azione offensiva in particolare nell’ultimo passaggio e di contribuire a incrementare il numero dei gol, tenuto anche conto che fra le sue doti c’è la capacità di battere le punizioni. Oltretutto è costato come mai prima nell’era Cairo era stato pagato un giocatore: il Napoli, infatti, in virtù del prestito con obbligo di riscatto incasserà 23 milioni e ci sono altri 2 di bonus in caso di raggiungimento di alcuni obiettivi che farebbero lievitare la cifra a 25. Berenguer prelevato dall’Osasuna, una squadra che in Spagna fa la spola fra la Liga e la Segunda Divisón, nell’estate del 2017 e strappato dall’allora direttore sportivo granata Petrachi dalle grinfie del Napoli per una cifra in assoluto non alta 5,5 milioni di euro più 1 di bonus, ma comunque ragguardevole per una ragazzo, allora Alejandro aveva 22 anni, ai più sconosciuto. Giocatore che dall’attuale allenatore Mazzarri è stato definito un “jolly” che se da una parte è utile in quanto può giocare da esterno d’attacco, da trequartista, da seconda punta, dall’altra non ha una collocazione precisa e finisce per essere utilizzato quando mancano altri.      

Con il Brescia il confronto fra Verdi e Berenguer è stato stra-into dal secondo che prima ha capitalizzato il cross di Laxalt tirando in porta, una sorta di rigore in movimento, e segnando il terzo gol del Torino dopo tredici minuti dal suo ingresso in campo, poi è stato lui a fornire un cross a Belotti che il “Gallo” avrebbe sfruttato al meglio se Joronen non gli avesse parato il tiro a botta sicura (77’) ed infine dopo aver vinto un duello con Sabelli e aver avuto la meglio nel tu per tu con il portiere delle Rondinalle ha segnato il quarto gol per il Torino realizzando così una doppietta
Verdi, invece, pur impegnandosi e cercando il dialogo con Belotti non ha inciso, ha calciato male le punizione e si è anche mangiato un gol. . Ha battuto male la prima punizione calciata, tocco un po’ lungo per Ansaldi (14’) e la seconda (15’) è finita su Bisoli e poi, per fortuna del Torino è stata intercettata dal braccio di Cistana procurato  così il rigore che ha portato in vantaggio i granata. Simone si è successivamente incaponito in un’azione personale in area finendo per perdere palla (35’). Per non parlare della punizione spedita in curva dal limite dell’area (42’). E ha anche sprecato il suggerimento di Ansaldi finendo per contrastarsi da solo e tirando a lato (54’).    

 Mazarri a fine partita ha difeso Verdi ed elogiato Berenguer, come riportato da Tuttosport: "Parliamo di tutta la squadra. Verdi ha giocato bene, soprattutto nel primo tempo è stato un punto di riferimento per poi calare un po' nella ripresa a causa di una condizione fisica non ancora ottimale. Ma tutti mi sono piaciuti. È una parola importante la vorrei spendere per Berenguer. Quando l'ho messo fuori per far giocare altri dall'esperienza superiore e ci è rimasto male, però mi ha risposto alla grande. Sono contento per lui. È giovane, un patrimonio del Toro". Per quanto Verdi abbia l’attenuante di essere arrivato al Torino in due settembre e di aver svolto la preparazione estiva con il Napoli stando un po’ ai margini visto che era risaputo che sarebbe andato via a quasi metà novembre il suo apporto alla squadra dovrebbe essere maggiore. Senza volergli buttare la croce addosso perché è una brava persona ed un professionista serio, lavorativamente parlando, però, il Torino ha assoluto bisogno che lui dia per quanto è il suo potenziale, anche perché alla lunga dargli spazio a discapito di altri compagni che quando entrano fanno meglio di lui diventa un problema.