Ben venga Nicola, ma è Cairo che ha il dovere di salvare il Torino prendendogli rinforzi

18.01.2021 12:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Urbano Cairo
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Urbano Cairo
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Sembra di essere tornati a poco meno di un anno fa, allora era il 4 febbraio, quando per salvare il Torino in caduta libera fu preso Moreno Longo, mentre oggi per risollevarlo dal penultimo posto tocca a Davide Nicola. In entrambi i casi la scelta è ricaduta su giovani allenatori di comprovata fede granata in modo da placare gli animi dei tifosi che giustamente sono indignati nel vedere la loro squadra in perenne difficoltà a lottare per la salvezza e priva di qualsiasi anelito di spirito granata. Il compito da assolvere è evidentemente lo stesso: non far finire il Torino in Serie B. E non c’è dubbio che Nicola, come allora Longo, ci metterà cuore, testa e anima per raggiungere l’obiettivo puntando al concreto e tirando fuori dai giocatori quello che hanno da dare.

Su Nicola non si discute, ma la vera questione è che cosa farà Cairo oltre l’aver esonerato Giampaolo e preso appunto Nicola, manca solo l’ufficialità perché si attende che Nicola risolva il suo contratto con il Genoa in modo da poter diventare l’allenatore del Torino. Quando Cairo un annetto fa ingaggiò Longo il mercato era già chiuso e così non dovette prendergli nessun giocatore. Quando assunse Giampaolo non gli diede i due giocatori fondamentali per il suo gioco, i famosi regista davanti alla difesa e il trequartista, non si adoperò abbastanza per cedere i giocatori che al Torino non gradivano più stare e per il resto gli fornì qualche calciatore, magari anche chiesto dal mister, ma che non si è rivelato determinante. E ora a Nicola fornirà i giocatori che gli servono? Il mercato chiude il 1 febbraio, mancano 15 giorni, e visto che Giampaolo era in odor di esonero da ben prima di Natale si spera che non sia da qualche giorno che il presidente abbia pensato di ingaggiare Nicola e che di conseguenza il mister abbia avuto il tempo per analizzare, anche se a distanza, la squadra individuando i punti deboli e di aver già fatto la lista della spesa con i rinforzi che gli occorrono.

A Nicola spetta un compito non facile perché i 13 punti ottenuti in diciotto partite dal Torino sono una base di partenza esigua dalla quale partire per risollevarsi. Longo almeno trovò la squadra al dodicesimo posto e con 27 punti e da disputare c’erano 16 match. E’ vero che Nicola ha tutto il girone di ritorno più la partita di venerdì con il Benevento, ma se Cairo pensa che potrà farcela senza rinforzi o solo con qualcuno non pronto subito e suppergiù funzionale vuole dire che ha deciso di giocare alla roulette russa sulla pelle del nuovo allenatore e del Torino.
Tocca al presidente Cairo salvare il Torino e dopo gli innumerevoli sbagli che ha commesso nell’ultimo anno, e che non può non sapere di aver fatto perché gli si può contestare tutto ma non che sia una persona intelligente, ha il dovere di farlo.