Belotti, pensa solo alla porta. Te lo dice anche Mancini

Il ct azzurro ancora una olta sotytlonea come alle prime punte si chiede di segnare, non di fare gioco. Come al Gallo, nel Toro e in nazionale
18.08.2019 18:30 di Federico Danesi   Vedi letture
Fonte: La Gazzetta dello Sport
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Belotti, pensa solo alla porta. Te lo dice anche Mancini

“Quando è tornato con noi, Belotti ha fatto molto bene. Al centravanti io chiedo che si muova bene e butti la palla dentro: poi, se la squadra gioca bene, là davanti sono diversi a poterlo fare senza troppi problemi”. Parola di Roberto Mancini alla 'Gazzetta dello Sport'. Uno che in passato di gol pesanti ne ha segnati tanti ma soprattutto ne ha fatti segnare. E uno che oggi insegna alle sue punte come fare, come ct azzurro.

Può sembrare quasi banale sottolinearlo, ma il problema del capitano, se mai è un problema, rimane il solito. A furia di tanto dannarsi a favore della squadra per una generosità che gli è innata, Belotti rischia più volte di non arrivare lucido negli ultimi sedici metri, o di essere lontano da dove dovrebbe stare. Prendete Icardi. O Higuain. O Kane. O Benzema. O Lukaku. O insomma, le prime punte vere, quelle che un po' stanno anche sparendo.

Ecco, più facile trovarli piantati in mezzo all'area che non a scorrazzare per la mediana. Che cosa si chiede al 'Gallo'? Di segnare, perché lo sa fare. Il resto è filosofia spicciola.