Battere il Milan per non sprecare un’occasione che va oltre la classifica

Nel ricordo di Gigi Radice e per onorarne la memoria Milan e Torino si affronteranno nella gara che chiude la quindicesima giornata. La vittoria è importante per entrambe le squadre.
09.12.2018 13:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Ansaldi e Suso
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Ansaldi e Suso

Non è la partita che in assoluto può fare la differenza perché, come giustamente dice Mazzarri, dopo Milan-Torino ce ne saranno ancora altre ventitré, ma quella di questa sera è importante, molto importante per dare un segnale prima di tutto a se stessi e poi anche al campionato. Vale per entrambe le squadre, ma in particolare per il Torino poiché saper sfruttare l’occasione indica che se proprio non ha raggiunto un grado di maturazione di livello superiore almeno si è avvicinato e ha messo un po’ di distanza dall’altalena di prestazioni che zavorra e finisce per impedire di puntare veramente a un posto in Europa. Anche per la squadra di Gattuso la vittoria sarebbe importante perché la porterebbe a un punto dall’Inter, che venerdì ha perso con la Juventus, e di conseguenza a ridosso del terzo posto.

I pareggi di ieri ottenuti nei minuti di recupero da Cagliari e Sampdoria rispettivamente con Roma e Lazio possono favorire la squadra di Mazzarri nella corsa all’Europa League tanto più visto che vanno a sommarsi a quelli che le due romane avevano conseguito nel precedente turno di campionato con Inter e Chievo quando il Torino ha vinto con il Genoa e mentre il Sassuolo pareggiava con l’Udinese, il Parma perdeva con il Milan, la Fiorentina con la Juventus e l’Atalanta con il Napoli, tutti risultati che avevano permesso ai granata di posizionarsi al sesto posto. Consolidare la propria classifica e magari avvicinarsi al quinto posto, battendo il Milan il Torino andrebbe a un punto da rossoneri e Lazio e creerebbe un piccolo solco con le altre inseguitrici, soprattutto se Sassuolo e Fiorentina non andassero oltre il pareggio o vincessero i viola e il Parma non battesse il Chievo. Certamente le concomitanze favorevoli devono essere parecchie, ma questo non toglie che con una vittoria il Torino si assesterebbe al sesto posto occupandolo in solitario e in vista del derby di sabato prossimo sarebbe molto importante.

La vittoria con il Milan andrebbe anche oltre la classifica perché nei giocatori accrescerebbe l’autostima e la consapevolezza nei propri mezzi. Manterrebbero l’imbattibilità in trasferta, finora due vittorie e cinque pareggi, e, soprattutto, avrebbero avuto la meglio su una formazione che, seppur colpita da infortuni, ha un livello qualitativo sulla carta un po’ superiore. Come si dice, vincere aiuta a vincere. Gigi Radice al termine di Torino-Cesena finita 1 a 1 era arrabbiato perché la squadra non aveva ottenuto la quindicesima vittoria su quindici partite in casa eppure il Torino aveva appena conquistato lo scudetto, il settimo della sua Storia (escluso quello revocato), ma il primo dopo la tragedia di Superga e finora anche l’ultimo. Ecco in quell’arrabbiatura sta il senso della mentalità vincente e Radice, il sergente di ferro, da giocatore con il Milan aveva conquistato tre scudetti e una Coppa Campioni e da allenatore uno scudetto con il Torino, grazie al suo calcio totale ispirato da quello olandese ma non copiato bensì rimodellato sulle peculiarità di quello italiano e del suo Toro. Vedremo chi questa sera fra Milan e Torino saprà onorarne meglio la memoria: lui da lassù guarderà la partita e quaggiù, anche se in campo forse saranno ben pochi quelli che sanno chi sia stato veramente, nessuno osi farlo arrabbiare.