Amnesie, mollezza e imprecisione sotto porta: queste caratteristiche finiranno per precludere al Torino l’Europa

11.02.2024 08:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Ivan Juric
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© foto di Federico De Luca 2023 @fdlcom

Altro giro, altro regalo dicono i giostrai per indurre a rimanere sulla loro giostra in modo da fare un ulteriore giro nella speranza di riuscire ad afferrare il pass appeso a una corda che loro fanno oscillare su e giù per ottenere un giro gratis. Ebbene nella giostra del campionato il Torino è come chi prova ad afferrare il pass, ma non è abbastanza scaltro e lesto per riuscirci e così giro dopo giro finisce per non andare in Europa. Ieri sera i granata avevano con il Sassuolo un'altra chance per conquistare punti pesanti dopo quelle che si erano fatti sfuggire con Salernitana, Genoa solo nelle prime quattro gare del girone di ritorno che vanno a sommarsi con quelli lasciati per strada con Udinese, Frosinone, Verona e Cagliari dell’andata: 7 pareggi che sarebbero dovuti essere altrettante vittorie, visto che gli avversari erano tutti alla portata e ben più di uno in lotta per non retrocedere.

Con il Sassuolo approccio alla gara è stato molle e così i neroverdi ne hanno approfittato per andare in vantaggio dopo soli 5’ con Pinamonti. Il gol subito è stato un concorso di colpa che si suddividono Lazaro, che si è lasciato sfuggire Pedersen che poi ha dato a Pinamonti, che non controllato a dovere da Lovato, ha trafitto Milinkovic-Savic ben poco reattivo nel cercare di intervenire per evirate di subire la rete. Amnesie che non devono avere calciatori di una squadra che è in corsa per un posto in Europa. Per fortuna che dopo soli 4’ Zapata ha realizzato il gol del pareggio e a quel punto con il risultato di nuovo in equilibrio ci sarebbe stato tutto il tempo, si era al 9° minuto,  per segnare ancora e vincere, tanto più che gli avversari un po’ il colpo lo avevano accusato. Invece pur avendo il controllo del match il Torino  non è riuscito a produrre tante azioni pericolose e comunque quando è arrivato  dalle parti di Consigli è mancata la precisione nel tiro in porta. Ci ha provato Bellanova (19’), poi Vlasic (29’ e 43’) e Zapata che ha mandato la sull’esterno della rete (45’+2’). Sul finire del primo tempo poi è stato Bajrami (45’+1’) a prendere coraggio e in quest’occasione Vanja non si è fatto sorprendere dalla punizione dello svizzero naturalizzato albanese. Nella ripresa il Sassuolo ha preso un po’ di coraggio e ci ha provato due volte con Laurienté (69’ e 81’) e sul finire con Defrel (90’) e anche in questo caso Vanja è stato attento. Occasioni e mira non precisa o vincente anche per Ilic (61’) e Vlasic ha tirato troppo centralmente sul portiere (78’), mentre per Zapata (90’+6’) è stato Consigli a superarsi negandogli il gol. Tra il gol di Zapata e il tiro sempre del colombiano parato da Consigli sono passati ben 90’ minuti, recuperi compresi, e il Torino aveva l’obbligo di cercare di essere più determinato nel segnare per vincere la partita.

Il Torino è stato anche fortunato perché ha rischiato di giocare nel finale in 10: l’arbitro Orsato infatti ha graziato Lovato (76’) che era già stato ammonito (66’) per un intervento in netto ritardo su Pinamonti (66’). Sempre Pinamonti, la bestia nera (gli era sfuggito in occasione del gol) di serata dell’ex Salernitana, lo aveva messo in difficoltà e lui lo aveva trattenuto prolungatamente, ma il Sassuolo era in vantaggio e così l’arbitro non ha fermato subito il gioco e poi terminata l’azione non ha preso provvedimenti nei confronti del granata che con il secondo giallo sarebbe stato espulso. Sostituire al centro della difesa Buongiorno non è certo facile, ma serve più attenzione. Non ha aiutato il problema all’adduttore accusato da Rodriguez che dopo soli 20’ ha dovuto lasciare il campo, però c’è da dire che Masina lo ha sostituito degnamente senza far rimpiangere il capitano, che aveva già stretto i denti per poter giocare visto che con la Salernitana aveva avuto un problema muscolare uscendo anzitempo (41’). Giocatori che potrebbero e dovrebbero fare la differenza non la fanno: i gol di Sanabria continuano a latitare, Ilic non illumina il gioco, a Vlasic per quanto s’impegni manca quel tocco in più, Ricci è discontinuo e il suo percorso di crescita ha subito un rallentamento e Lazaro sulla sua fascia di competenza è ben lontano dall’essere incisivo come Bellanova.

Al Torino manca sempre qualche cosa per fare quel un po’ di più che gli consentirebbe il salto di qualità. Lo scorso turno la Fiorentina era stata battuta dal Lecce e la Lazio dall’Atalanta e nell’altro anticipo di ieri la Roma era stata sconfitta dall’Inter, con una classifica corta per le posizioni che portano alle coppe europee lasciare punti per strada quando il calendario offre partite più che alla portata e non approfittarne per agguantare o avvicinarsi di più alle avversarie mettendo loro maggiore pressione è una vera delusione, anche perché più passa il tempo e più le occasioni propizie scemeranno e le altre concorrenti finiranno per allontanarsi. I granata non danno l’impressione di avere una rosa all’altezza per competere a certi livelli e se anche continuano a rimanere a ridosso delle posizioni utili per l’Europa pare più un’illusione che una concreta possibilità.