Albinoleffe-Torino 1-2, l'analisi tattica

Squadra non brillante, ma efficace e anche un po' fortunata. Pagano l'uomo in più
12.04.2011 09:28 di Claudio Colla  articolo letto 1419 volte
Fonte: Claudio Colla per www.torinogranata.it
© foto di Alberto Mariani
Albinoleffe-Torino 1-2, l'analisi tattica

Certamente non brillante né divertente, ma, per lo più grazie agli episodi, efficace, il Torino vittorioso sul terreno dell'Albinoleffe, al terzo successo consecutivo, va archiviato come squadra in grado soprattutto di addormentare il gioco (quanto meno per parte consistente della gara) quando necessario.

Discreto equilibrio in difesa, con Di Cesare in leggero calo, Ogbonna autore di un magistrale salvataggio nel finale, e i terzini ordinati, senza infamia né lode. Scarsa e raramente pungente, a onor del vero, la pressione esercitata dai berici in avanti, e compito nel complesso non impossibile per la retroguardia granata.

Leggermente meno brillante rispetto alla gara contro il Grosseto la coppia mediana De Feudis-Budel, talvolta imballata in fase di ripiego di fronte alle accelerazioni di Cocco e Foglio; discreto l'impatto di De Vezze, al rientro dopo circa un mese di assenza, capace di fornire maggior dinamismo alla manovra rispetto al succitato Budel.

Con Bianchi assente dell'ultimo minuto, Antenucci si dimostra più graffiante quando può partire da lontano, in appoggio a una prima punta centrale, o a fronte di una doppia linea offensiva capace di non dare agli avversari autentici punti di riferimento. L'uomo in più è naturalmente Biagio Pagano, bravo a svariare su tutta la linea di trequarti, a offrire palloni potenzialmente decisivi allo stesso Antenucci; con un Gasbarroni apparso in netta (ma sperabilmente occasionale) regressione di forma e di vena, contro la Reggina rischia di farsi sentire la mancanza delle fiammate di Lazarevic, in quasi tutte le gare del 2011 tra i migliori in campo per il Toro, molto spesso in grado di fornire il necessario cambio di passo.