Al Torino si dovrebbe valutare che cosa è meglio senza guardare in faccia nessuno

Mazzarri ha il tempo per valutare tutti i giocatori in vista del mercato estivo. “Sperimentare” soluzioni differenti può e deve essere un obiettivo per questo finale di stagione.
27.03.2018 10:41 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Al Torino si dovrebbe valutare che cosa è meglio senza guardare in faccia nessuno
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Massimizzare dieci partite che non hanno più come obiettivo posizioni nobili in classifica è una sfida ardua, ma anche propedeutica in prospettiva futura. Mazzarri ha ereditato una squadra formata, in parte non totalmente sia ben chiaro, per Mihajlovic e non è riuscito nel miracolo di trovare le soluzioni tattiche e motivazionali giuste per far rendere al massimo i giocatori in modo da non archiviare anzitempo l’obiettivo, che a detta del presidente Cairo era dell’altro allenatore, di riportare il Torino in Europa League. Poiché a Mazzarri evidentemente non è stato chiesto nulla in termini di piazzamento per questa metà stagione uno scopo deve comunque esserci ed infatti c’è: valutare i giocatori per stabilire chi meriti la riconferma e chi invece dovrà andare via. Lasciare a un allenatore più di quattro mesi, Mazzarri è arrivato il quattro gennaio e il campionato terminerà il venti maggio, per fare le dovute valutazioni è un tempo molto lungo che per forza di cose va appunto massimizzato.

Nelle prime nove partite disputate da quando Mazzarri è allenatore del Torino, anche a causa di infortuni problematiche che erano capitate anche a Mihajlovic, in campo si è vista una squadra che ha variato poco il modulo di gioco e spesso, soprattutto in attacco, il nuovo mister ha utilizzato quasi sempre gli stessi giocatori. A questo punto mancando dieci partite alla fine del campionato è giunto il tempo di cambiare altrimenti la valutazione approfondita dei giocatori non sarà portata a termine. E’ vero che un allenatore valuta i calciatori anche in allenamento, però, in partita si sa è tutt’altra cosa. Molto probabilmente a Cagliari domenica pomeriggio per la prima volta sarà varato fin dall’inizio il 3-5-2, modulo ritenuto particolarmente valido da Mazzarri. Tenuto conto che Niang sconta un turno di squalifica e che Molinaro e Lyanco sono ancora infortunati e De Silvestri ieri ha svolto solo parzialmente l’allenamento con i compagni e che ci sono giocatori impegnati con le rispettive Nazionali, Belotti, Ljajic, Obi, Niang ed Edera, che ritorneranno solo domani, si spera tutti in buone condizioni fisiche, Mazzarri potrà iniziare a “sperimentare” soluzioni di gioco differenti e utilizzare anche interpreti che finora sono stati mandati meno in campo.

Questa “sperimentazione” non dovrebbe guardare in faccia nessuno, ma si sa che ci sono giocatori che non vanno svalutati più di quanto già non sia accaduto a causa di una stagione mediocre all’insegna del “non si rischia nulla, ma non si ottiene niente di importante”, quindi, la cosa più interessante di questo periodo sarà vedere quanto Mazzarri effettivamente riuscirà a testare fino in fondo tutti i giocatori. Giusto per fare un esempio, se in attacco si vedranno quasi sempre in campo Belotti e in alternativa Niang e Falque, se il modulo sarà il 3-5-2, non ci potrà parlare di vera “sperimentazione”, invece, se di volta in volta cambierà la coppia di attaccanti e si proveranno anche i tandem formati da Ljajic e Falque oppure da Ljajic ed Edera o anche da Belotti ed Edera oppure da Berenguer e Ljajic, Berenguer e Niang, ma anche da Belotti e Ljajic, Niang ed Edera, Belotti e Berenguer e Falque e Niang, per quanto alcune accoppiate possano sembrare sulla carta non proprio così ben assortite e quasi al limite dell’improbabile, ma alle volte soluzioni che sembrano ai limiti della follia si rivelano sorprendentemente vincenti. Si potrà così affermare che sono state provate tutte le soluzioni e si capirà veramente chi non merita di essere riconfermato o non è proprio funzionale con il tipo di gioco che si vuole adottare e, soprattutto, non si sarà guardato in faccia nessuno e non verranno fatte valutazioni a prescindere da ciò che il campo sentenzia. Ovviamente la “sperimentazione” deve riguardare tutti i reparti e i giocatori dovranno capire e accettare che le prove sono fatte per il bene del Torino e di conseguenza anche per il loro. Il tempo per valutare non manca, ma ci sarà la volontà e la possibilità di farlo fino in fondo?