Al Torino non si aspetti altro tempo per far giocare i giovani

Barreca, Berenguer, Bonifazi, Edera, Lyanco, Milinkovic-Savic e Niang devono avere spazio per dimostrare se possono far parte del Torino del futuro.
14.03.2018 09:47 di Elena Rossin  articolo letto 2822 volte
Fonte: Elena Rossin
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Al Torino non si aspetti altro tempo per far giocare i giovani

Partendo dalle parole di Mazzarri “A giugno si dovrà provare a costruire una rosa omogenea e per questo che serve questo periodo” bisogna con coerenza non considerare che oggi c’è ancora una remotissima speranza legata all’aritmetica che il Torino possa rimontare posizioni in classifica e lottare per un posto in Europa League. Bisogna farlo perché non basta che il Torino nelle rimanenti unici partite le vinca tutte o quasi, sicuramente non dovrebbe più perderne, ma che contemporaneamente tutte le altre squadre che adesso lo precedono, Milan, Sampdoria, Atalanta e Fiorentina, abbiano un tracollo per annullare il divario che c’è, infatti, i granata con i trentasei punti attuali ne hanno due in meno della Fiorentina, cinque in meno dell’Atalanta, otto in meno della Sampdoria e undici in meno del Milan. Stando a quanto finora si è visto è impensabile che il Torino svolti a tal punto da disputare un finale di stagione all’insegna delle ripetute vittorie e che ben quattro altre squadre dilapidino il vantaggio accumulato, magari qualcuna potrà perdere qualche punto per strada, ma questo non basterà ai granata per arrivare sesti o settimi, sempre che il settimo posto serva per andare in Europa. Tenuto conto di questo si dia allora spazio ai giovani in modo da capire quanti di loro potranno essere titolari o prime riserve nel Torino della prossima stagione.

Barreca, Berenguer, Bonifazi, Edera, Lyanco, Milinkovic-Savic e Niang, citati in rigoroso ordine alfabetico, se fisicamente stanno bene, devono giocare e pazienza se toglieranno il posto a qualche compagno perché solo andando in campo sempre potranno far vedere di che pasta sono fatti: se hanno la giusta personalità, se hanno tenuta fisica, se hanno già sviluppato le qualità indispensabili per giocare in serie A. Faranno bene, faranno così così, faranno male, ma tutto concorrerà a testarli. In undici partite c’è tutto il tempo per capire quanto valgono e il Torino non rischia nulla perché ha abbastanza punti per non correre il rischio di essere risucchiato nella lotta per la salvezza. Questa strategia dovrebbe essere chiaramente spiegata ai tifosi, ma si può essere certi che l’appoggeranno perché mai il tifoso del Toro si è scagliato contro un giovane e ne ha sempre compreso le eventuali difficoltà, qualche volta può averlo fischiato se non ha visto massimo impegno in campo, ma in modo costruttivo per spronalo a dare tutto ciò che poteva. Non sprecare i due mesi e poco più che rimangono prima della fine di questo campionato investendo nel futuro sarebbe almeno parzialmente un riscatto all’ennesima stagione anonima, senza obiettivi raggiunti e soddisfazioni del Torino.