Adesso i giocatori dimostrino che hanno il carattere per risollevare il Torino

28.02.2020 07:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Adesso i giocatori dimostrino che hanno il carattere per risollevare il Torino

Lo stop forzato da emergenza Coronavirus che ha impedito di disputare la partita con il Parma ha concesso ai giocatori del Torino di apprendere meglio i concetti di Longo senza che ci fosse appunto da confrontarsi con un’altra prestazione che poteva essere positiva, ma anche negativa. E così domani sera si troveranno al cospetto del Napoli al San Paolo ad affrontare un avversario in ripresa rigenerato dalla cura Gattuso e che martedì in Champions ha tenuto testa al Barcellona.

La sfida sarà ardua per i granata, ma è proprio per questo che hanno l’opportunità di scrollarsi di dosso il fardello di essere additati come squadra che è fragile prima di tutto caratterialmente. Di solito il Torino ha saputo sfoderare soprattutto con le cosiddette grandi partite di buon livello, ma da quando si è infilato nel tunnel che lo ha portato a scivolare verso la zona rossa della classifica ha fallito in più di un’occasione anche questi appuntamenti e basta ricordare la partita a Roma con la Lazio o l’incubo di quella con l’Atalanta, anche se era riuscito con la Roma a conquistare i tre punti giocando meglio dei giallorossi e di recente con il Milan pur perdendo uno a zero si erano visti segnali che inducono a pensare che al fondo del tunnel la luce c’è. Ed ecco che adesso questa luce va raggiunta.

Longo è da ventiquattro giorni alla guida del Torino, non molto tempo per la verità, ma già abbastanza, se i giocatori lo hanno ascoltato veramente, per far sì che i concetti basilari del suo calcio siano entrati a far parte del bagaglio dei calciatori. Gioco propositivo senza concentrarsi a impedire che gli avversari sviluppino il loro e al contempo attenzione in fase difensiva in nodo da non subire imbarcate di gol. Ogni giocatore utilizzato in ruoli che ne esaltino le caratteristiche e gli attaccanti più vicini e possibilmente dentro all’area di rigore altrui riforniti con cross e verticalizzazioni. E mutuo soccorso: se uno sbaglia deve sapere che c’è un compagno pronto a rimediare all’errore. Serve correre, ma farlo non a vuoto per non disperdere energie che vanno convogliate sull’innalzare il tasso di pericolosità e avere e mantenere l’equilibrio in ogni momento della partita per non porgere il fianco agli avversari. Non farsi prendere dall’ansia da prestazione ed avere un atteggiamento famelico convogliando la rabbia per la situazione difficile in conquista di punti. Concentrazione e determinazione con qualsiasi avversario perché i 40 punti, soglia per essere fuori dal discorso salvezza vanno conquistati il prima possibile in modo da poter andare possibilmente anche un po’ oltre, visto che a inizio stagione questo era un traguardo neppure contemplato poiché l’obiettivo era migliorare il settimo posto dello scorso campionato.

A Napoli domani sera in difesa a fare da barriera davanti a Sirigu tornerà Izzo, fuori con il Milan per squalifica, e affiancherà Nkoulou e Lyanco. Sulla fascia sinistra Ansaldi e su quella destra si contenderanno una maglia De Silvestri e Aina, con il primo un pochino in vantaggio sul secondo. In mezzo al campo Rincon con Baselli e Lukic più di Meïté in caso di una mediana a cinque. In attacco Bellotti affiancato molto probabilmente da Zaza. Se, invece, fosse l’idea del tridente a prevalere, quindi, con un uomo in meno a centrocampo (nel caso i titolari sarebbero Rincon e Baselli) stante i problemi di Berenguer e Millico, entrambi colpiti da lombalgia, Edera e Verdi sono in ballottaggio per un posto.