Ze Maria da giocatore ad allenatore...

07.06.2009 16:02 di Raffaella Bon   vedi letture
Fonte: tmw

Dopo una vita da calciatore ora hai scelto di diventare allenatore
"E' un mio obiettivo, ho già fatto la prima fase del corso perché ritengo che dopo aver giocato tanto tempo è naturale questo percorso. E' un modo di ridare al calcio quello che mi aveva dato da calciatore".

C'è chi decide di intraprendere la carriera da dirigente, ma tu invece hai scelto di restare sul campo, come mai?
"Perché mi ha sempre affascinato il fatto di vedere i tifosi sugli spalti, i contrasti in campo e non posso vivere senza questa sensazione che è bellissima".

Quanto ti è dispiaciuto vedere un grande come Maldini non salutato a dovere dai propri tifosi?
"Questa è stata una cosa bruttissima, l'ho sempre avuto da avversario e l'ho sempre rispettato tantissimo come persona e come giocatore. Vedere i suoi tifosi che lo fischiano è una bestemmia per quello che ha dato al Milan. Ha dato tutto e vinto tutto quello che era possibile, questo fatto è stato bruttissimo e dimostra ancora una volta come la riconoscenza nel mondo del calcio non esista più".

Tu lunedì inizi la seconda parte del corso, ti aspetti di trovare una panchina già quest'estate?
"Io sto facendo il corso per questo, mi ritengo all'altezza della situazione e voglio lavorare ancora tanto per il calcio. Sono vent'anni di carriera da giocatore, ho lavorato con tantissimi allenatori e credo di aver imparato qualcosa da loro".

Ti ha già contattato qualcuno?
"Qualcuno mi ha già chiesto qualcosa, ma la prima panchina va valutata bene perché da qui dipende il mio futuro. Vorrei scegliere e farlo per bene".

A che allenatore ti ispiri fra quelli che hai conosciuto?
"Ho avuto tantissimi allenatori bravi, da Zagallo che ha vinto quattro titoli mondiali a Ancelotti che ha vinto tutto con il Milan. Ho avuto Mancini che ha vinto anche lui con l'Inter e ho imparato anche da Cosmi, al Perugia".

Se ti dovessi definire, sei un allenatore come?
"Non mi ispiro a una persona particolare, credo di aver preso il meglio di ognuno e sarò semplicemente me stesso. Successivamente poi dovrò saper migliorarmi in base a quello che ho imparato".

Visto che hai avuto anche Carlo Ancelotti, ti aspettavi un epilogo così con il Milan?
"Anche lì credo sia una grande perdita per il calcio italiano, come sarà se Kakà andra via dal Milan. Credo che Carlo abbia dato tantissimo al Milan e abbia ricevuto tantissimo, ma un allenatore grande come lui doveva rimanere in Italia anche se ora stanno uscendo tanti allenatori giovani come Allegri, Zenga e altri".

Ancelotti al Chelsea come te lo aspetti?
"Me l'aspetto bene perché Carlo ha dimostrato di essere una persona molto intelligente. E' andato alla Juve, al Milan e ha sempre vinto poi ora ha la possibilità di giocare in un campionato che forse è il migliore al mondo guidando una squadra che vuole vincere sia Champions che campionato appunto. Per lui sarà una grande sfida e penso possa vincerla".

Passiamo a Kakà, ti aspettavi che anche lui potesse andarsene dal Milan?
"No, tuttora non me l'aspetto e l'amore che ha per il Milan e che hanno i tifosi per lui è particolare. Fossi in lui non andrei via dal Milan perché una società così non la trovi tutti i giorni".

Ora pare si sia inserito anche il Chelsea, tu dove gli consiglieresti di andare?
"Sono due calci diversi: quello spagnolo è più congeniale a lui mentre quello inglese è più combattuto e più fisico. Anche andando al Chelsea, col suo allenatore, troverebbe più difficoltà".

Il tuo rapporto con Mancini com'è stato?
"Un rapporto normale tra giocatore e allenatore, con i suoi alti e bassi. Il primo anno benissimo, il secondo meno, ma sono situazioni normali".

Con ogni probabilità anche lui allenerà all'estero il prossimo anno, ti aspettavi potesse andare così?
"Secondo me è un grandissimo allenatore, ha fatto bene e vinto tre scudetti con l'Inter e non è poco. Credo che potrà tornare in futuro su qualsiasi panchina in Italia, ma anche all'estero".

Seguendo l'Inter, ti è piaciuta di più quella di Mancini o di Mourinho?
"L'Inter di Mancini ha avuto più tempo, sono stati quattro anni insieme e si conoscevano di più. Hanno avuto più tempo per assimilare gli schemi, mentre con Mourinho hanno vinto nonostante fosse il primo anno. A livello di spettacolarità penso possa diventare meglio quella di Mourinho".

C'è un giocatore nell'Inter che ti somiglia?
"Non lo so, forse Maicon ha le mie stesse caratteristiche di quando ho iniziato la carriera. Lui è un giocatore che aiuta molto la fase offensiva come ero io all'inizio. Diciamo che sono un misto fra lui e Zanetti".