Urbano Cairo e il Toro: "Il mio oro olimpico è la scalata a RCS. Mi piacerebbe qualcosa ripartendo da zero"
Da una parte un oro olimpico, campione del mondo e fresco campione d'Europa. Dall'altra un imprenditore che è presidente di RCS ma anche del Toro. E così al Festival dello Sport di Trento l'incontro tra Gianmarco Tamberi e Urbano Cairo si è trasformato anche in una chiacchierata sul calcio e sul mondo granata.
Urbano Cairo e il Toro: "Il mio oro olimpico è la scalata a RCS"
Ci sono diversi passaggi nelle parole del manager alessandrino che sono strettamente dedicate al club, a cominciare da quando gli è stato chiesto quale sia il suo oro olimpico: "Nelle cose che fai, più che il risultato ottenuto il bello è il percorso che ti porta a raggiungerlo. Il mio oro olimpico, fino ad oggi, potrebbe essere la mia scalata di RCS. Ero da solo contro i grandi colossi dell'imprenditoria italiana. Però preferisco pensare al percorso che mi ci ha fatto arrivare, più che alla soddisfazione di averlo raggiunto. Quel percorso è bellissimo".
Nell'estate del Toro ha dormito pochissimo, ma adesso ha anche altri progetti
Poi una battuta ricordando l'estate di 21 anni fa: "Ho la fortuna di fare un lavoro che mi piace. L’editoria è sempre stata la mia passione, la televisione anche, il calcio anche, ma quando mi contestano un po’ meno… Nell’anno in cui ho preso il Toro, in quel mese ho lavorato 120 ore a settimana, andavo a letto e non staccavo neppure. Ma sono cose che ti danno un’emozione incredibile”.
E a questo punto, visto che al suo fianco c'è Tamberi, dove sposterebbe l'asticella? "L'obiettivo non dev'essere numerico, ma piuttosto qualcosa che ti fa battere il cuore. Qualcosa di nuovo, nel quale ripartire da zero. Io ho degli impegni quindi non posso lasciare le cose che ho già per farne delle nuove. Però certo, trovare qualcosa su cui buttarsi... Diciamo che se c’è qualcosa che mi dà uno stimolo speciale mi piacerebbe farlo".
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