Udineseblog, la copa della vida

17.02.2009 10:05 di Raffaella Bon   vedi letture

La copa della vida: canzone per i mondiali che possiamo riadattare per l'Udinese, che per la prima volta nella sua storia è stata fortunata col sorteggio. Oddio, lo era stata anche col Panionios o col Salisburgo per questo e per molti altri motivi, quello che dice la carta (ovvero Udinese favorita) teniamolo nel cassetto anche e soprattutto per scaramanzia. Però benchè come detto i conti del campionato si tireranno alla fine, appare chiaro che un recupero in chiave Europa appare difficile anche se non impossibile. Ma realisticamente se oggi la tera di mezzo interessa apochi il giudizio sull'intera stagione può essere stravolto (quanti tifosi poi cambieranno idea anche su molte critiche, noi compresi) se si riuscisse nell'impresa di togliere le ragnatele alla bacheca della società. Impresa difficile anche questa, me è più difficile recuperare 10 punti a Roma Fiorentina o Genoa (con le altre davanti pronte ad inserirsi) o è più difficile andare avanti in coppa, magari anche andando a stanare i vincitori dello Zenit o lo Stoccarda, che come nome non hanno nulla di invidiare all'Udinese e forse nemmeno come qualità delle rosa.
Perchè 11 nazionali tra cui 4 azzurri sono cose non da poco, peccato solo che non sono stati guidati nella maniera migliore nel momento della crisi che prima o poi colpisce tutti. Discorsi che ora è bene mettere nel cassetto e pensare davvero solo ed esclusivamente alla Coppa, che non sarà della vida, ma la può cambiare eccome, come il giudizio. Anche una semifinale, potrebbe far si che un decimo posto in campionato venga distorto in una qualche maniera. Il calcio è fatto così, di risultati. Ne basta uno ottimo per cancellarne undici orribili. Magari non è del tutto obiettivo, ma comunque se davvero gli eroi facessero l'impresa sarebbe una cosa mai avvenuta a Udine e questo cancellerebbe di colpo ogni polemica fatta o in divenire.

Errori ne sono stati commessi. Pozzo stesso lo ha ammesso: una rosa del genere fa rabbia vederla veleggiare nella terra di nessuno. E li hanno commessi in molti, lui compreso forse che doveva vigilare di più e meglio all'inizio della crisi. Per cui chi è senza peccato scagli la prima pietra. Dagli errori però si cresce: e questo deve fare l'Udinese facendo dimenticare l'immaturità vista in certi frangenti e confermando con i fatti che quelle undici stelle che brillano già nel firmamento internazionale non sono solo nomi dietro ad una maglia. La Coppa può dare una spinta importante in questo senso e nel far riappacificare definitivamente chi sta perdendo la fiducia tra la gente.

Inoltre con lo stadio in divenire sarebbe un biglietto da visita importante anche sotto quel punto di vista. Udine può e deve crescere: geograficamente è in posizione strategica. Non avrà le risorse di una Milano, ma Davide ha dimostrato che Golia non è imbattibile. Basta crederci. E la Coppa va creduta fino in fondo. Cali di tensione o paure non sono ammesse, altrimenti si che la stagione diverrebbe grigia. Ma molto.