Toro, la semplicità paga

04.04.2011 18:24 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: www.srweb.eu
Toro, la semplicità paga
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© foto di Alberto Mariani

Le vittorie hanno tanti padri e le sconfitte sono quasi sempre orfane, vale nella vita e ovviamente anche nel calcio, in modo particolare quando si parla di Toro.

In estate, dopo il solco tracciato da Colantuono che riuscì a fare le nozze con i fichi secchi, insieme a molti altri dicemmo che in serie B in modo particolare, bisogna fare le cose semplici.
O sei il Barcellona che fa girare la palla senza sbagliare mai o alla fine è molto meglio stare coperti e cercare di sfruttare al massimo le occasioni che inevitabilmente gli avversari ti lasciano.
Torino - Grosseto è andata più o meno così, con qualche affanno e alcune ottime parate di "Non ho i piedi" Rubinho, il Toro ha saputo aspettare, provandoci senza scoprirsi in maniera scriteriata, colpire ed affondare una squadra che ci ha anche fatto una bella impressione e che ha una prima linea di attaccanti, con lo spilungone Sforzini e i due che si sono alternati Immobile (Gobbo) e Soncin, di tutto rispetto.

Le cose semplici dicevamo, difensori che difendono, centroccampisti che un po' menano, un po' corrono e un altro pochino impostano, ali che volano e punte che pungono ... et voilà il gioco è fatto.
Certo non è una regola matematica, ma a furia di sperimentare sembrava sempre che si partisse con un gol di vantaggio per gli avversari ... oggi non più e se pensiamo che le due che sono scappate in avanti nell'ultimo mese e mezzo hanno fatto prorpio così, regolarità poche invenzioni e concretezza ... un po' ci si mangia le mani.

E' anche vero che il Toro per costruire la sua squadra ci ha messo sei mesetti buoni e due turni di calcio mercato, senza parlare di Papadopulo, prima di riuscire a completare la rosa ... ed questo che si imputa a Petrachi e al Pres. che gli ha affidato le chiavi di casa, forse era meglio blindare Colantuono e tenere qualcuno in più dei "vecchi" dandogli subito certezze, che non lanciarsi in fantasiose iniziative tipo Gabionetta inseguito da Luglio, arrivato praticamente a Febbraio ed ora che siamo ad Aprile non sappiamo ancora chi è.

In attesa di Mondonico ci sono tutti i presupposti per poter fare bene in questo finale di stagione, tenendo presente che anche senza promozioni in questo momento un po' azzardate nel pensiero, il prossimo anno sportivo bisognerebbe per lo meno non incorrere più negli errori commessi in questo.

Certo che la rivoluzione societaria annunciata da Cairo ed auspicata da addetti ai lavori, tifosi organizzati e non, di sicuro non lascia tranquilli per il futuro.
Chi arriverà visto che l'orizzonte sembra deserto?
E se rimarrà Cairo quanta voglia avrà di investire in un giocattolo rotto?
Essendo inoltre il Pres. notoriamente "attento" nelle spese qua si rischia di dover ripartire da capo un'altra volta.

Bianchi e Ogbonna in partenza, e gli altri ... rimarranno?

Ma forse ora sarebbe veramente il caso, dopo due vittorie, concentrarsi sulle possibilità rimanenti, cercare il risultato pieno ad "Albinoleffe" (quella città vicino ad Atalanta) per poi giocarsi tutto con la Reggina in casa in prospettiva Play off, dove Varese e Novara sembrano in affanno e forse non hanno nemmeno la voglia di ritrovarsi in serie A dove bisogna spendere un sacco di soldi per allestire una squadra competitiva.

In attesa di altri comunicati ... buona settimana a tutti.

 


GMC