Torino, il primo derby tra i grandi di Longo: mai come oggi è Davide contro Golia

04.07.2020 09:15 di Emanuele Pastorella   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Torino, il primo derby tra i grandi di Longo: mai come oggi è Davide contro Golia

E’ anche per momenti come questo che Moreno Longo sognava la panchina della prima squadra: affrontare la Juventus alla guida del Toro dei grandi, dopo i tanti derby ai tempi della Primavera. E anche per cercare qualche rivincita, visto che con i torelli le gioie nelle stracittadine non sono state tante: appena tre successi in undici sfide, tutte tiratissime. Magari avrà anche immaginato una vittoria in stile 2013, quando a Venaria i granata furono protagonisti di un 3-2 pazzesco. Doppio vantaggio Ientile-Aramu, rimonta bianconera tra l’88’ e il 90’ con Marzouk e Ceria, urlo all’ultimo minuto di recupero di Sparacello. E quella fu una stagione perfetta per le stracittadine, al ritorno Vinovo si colorò di granata grazie alla rete di Graziano. Poi ci sono anche le sconfitte, sei, alcune di queste molto dolorose: in tutte le sfide secche, il tecnico cadde contro la Juve, nei quarti di coppa Italia del 2013/2014 e del 2014/2016 e soprattutto nella semifinale scudetto del 2015/2016. Quello che, prima di stasera, è stato l’ultimo derby di Longo.

E, per uno scherzo del destino, è stata anche l’ultima partita del tecnico prima di lasciare il Toro e di ritrovarlo nel febbraio scorso. Oggi, avrà la montagna più alta da scalare: perché il derby della Mole è stato sempre rappresentato come l’epico duello tra Davide contro Golia, sicuramente la stracittadina in serie A con le differenze tecniche ed economiche più importanti, e questa volta lo sarà ancora di più. Perché ci sono 41 punti di distanza tra le due squadre, perché il Toro è invischiato nella lotta per non retrocedere e la Juventus, con Lazio e Inter a ridosso, non può permettersi passi falsi in ottica scudetto, perché i granata non hanno mai vinto allo Stadium e aspettano di esultare in un derby in trasferta da 25 lunghissimi anni

A voce, Longo ha provato a dare la ricetta per fermare la corazzata bianconera. “Dovremo saper ribattere colpo su colpo, giocare da squadra, usare contemporaneamente testa e cuore e non dovremo farci prendere dal fattore emozionale, ma restare sempre lucidi in ogni situazione della partita. Siamo ben consapevoli che questa sia una partita di cartello per tutto l’ambiente, sappiamo quanto la nostra gente senta la sfida”. Per salvare una stagione, considerati i risultati disastrosi della squadra, e per salvare il Toro, che è a forte rischio serie B. E anche per provare a salvare la propria panchina e il proprio futuro in granata, visto che Longo resta sempre sotto la lente d’ingrandimento della società.