Nesti Channel - Rinascita Toro, crisi Juve

19.10.2009 09:24 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: Massimo De Marzi per Nesti Channel
Nesti Channel - Rinascita Toro, crisi Juve
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Un sabato molto diverso per due formazioni che vivevano difficoltà simili: le due torinesi non vincevano da alcune settimane, ma il colpaccio di Ascoli ha rilanciato il Toro in serie B, mentre un’ottima Fiorentina ha bloccato la Juve, che ha chiuso tra i fischi dei suoi tifosi. E dopo il travolgente successo dell’Inter a Marassi, ora la vetta è distante quattro lunghezze per la squadra di Ferrara.

In questo periodo la Fiorentina ha certezze superiori a quelle bianconere: pur convivendo con il problema Mutu, i viola stanno scoprendo il talento di Jovetic, hanno un Gilardino tornato sugli stellari livelli di Parma (come ha testimoniato segnando a raffica in nazionale), un Vargas ispiratissimo e una solidità in mezzo al campo che manca a questa Juve. Il rientro di Momo Sissoko è stata una nota importante, come il ritorno al gol di Amauri dopo otto mesi, ma sul piano del gioco gli uomini di Ferrara hanno sofferto a lungo e vedere Cristiano Zanetti dall’altra parte deve aver acceso più di un rimpianto. E le scelte di Ferrara hanno lasciato perplessi.

A Palermo aveva sostituito Diego con De Ceglie, il terzino sabato è stato inserito al posto di Iaquinta, mentre a Trezeguet sono stati concessi solo gli ultimi otto minuti. Un anno fa, quando a Napoli Ranieri richiamò Del Piero e inserì proprio De Ceglie, venne massacrato da tifosi e critica. L’attuale tecnico gode di un credito sicuramente superiore, ma deve imparare alla svelta cosa significa guidare una fuoriserie come la Juve. Questo Diego forse andrebbe proposto come seconda punta, il reparto centrale di centrocampo va puntellato, mentre in difesa sulla destra continuano ad esserci problemi. Mercoledì c’è il Maccabi in Champions e l’appuntamento con la vittoria non può più essere rimandato.

Il Toro, invece, ha interrotto a quattro la sua striscia negativa, tornando da Ascoli con tre punti pesanti per il morale e la classifica, vista la marcia sempre spedita di Frosinone e Cesena. Il successo è giunto grazie al clamoroso harakiri del portiere Frezzolini, che ha servito a Bianchi un pallone che chiedeva solo di essere spinto in rete, ma in precedenza la squadra di Colantuono era stata comunque quella che aveva prodotto di più per arrivare alla vittoria, dimostrando di trovarsi meglio contro avversarie che provano a giocare e non si rintanano nella loro metà campo, come fanno tutte le squadre che vengono all’Olimpico.

Quando ha trovato il 2-1 a un quarto d’ora dalla fine, il Toro non si è fatto raggiungere come era capitato a Frosinone, anche se in un paio di occasioni è stato necessaria tutta la bravura di Sereni. I granata però sono andati più vicini a segnare la terza rete che a subire il 2-2, segno che negli spazi i granata possono fare male, anche se Di Michele appare decisamente meno ispirato rispetto all’inizio di stagione. Le note negative sono stati gli infortuni, in modo particolare quello dello sfortunato Coppola, la cui stagione potrebbe essersi conclusa già sabato, mentre il recupero di giocatori come Belingheri, Bottone e Saumel aggiunge possibilità di scelta a Colantuono. Con il primo, autore del classico gol dell’ex, che ha confermato che il suo ruolo è quello di rifinitore che aveva ad Ascoli, non è un centrale di centrocampo.

Ora urgono conferme anche all’Olimpico, dove i granata hanno collezionato un solo punto nelle ultime tre uscite: venerdì, nell’anticipo contro la Reggina di Novellino, i granata possono tornare (almeno per una notte) al secondo posto e far saltare la panchina del loro ex allenatore, che traballa pericolosamente dopo lo 0-3 subito dall’Ancona.