Napoli, Sarri: “Il Torino è stato molto bravo nella reazione mentale alla difficoltà”

17.12.2017 07:00 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Napoli, Sarri: “Il Torino è stato molto bravo nella reazione mentale alla difficoltà”
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L’allenatore del Napoli, Maurizio Sarri, in conferenza stampa ha commentato la vittoria della sua squadra sul Torino. Ecco che cosa ha detto:

Le è tornato il sorriso?

“Sinceramente non l'ho mai perso perché, secondo me, con la Fiorentina avevamo disputato un gran secondo tempo, ho rivisto la gara un paio di volte in settimana e c'è poco da dire se non che non avevamo concretizzato cinque o sei occasioni che avevamo avuto nell'arco di quarantacinque minuti. Con il Torino, invece, abbiamo fatto gol alla prima palla ferma della partita ed è chiaro che questo ha messo la gara in discesa e tutto è diventato più facile. Anziché la solita partita chiusa che dobbiamo fare noi la partita è stata aperta e questo ci ha consentito di creare tantissimo. Purtroppo, però, anche oggi nel secondo tempo non abbiamo concretizzato tutto quello che avevamo creato, ma penso che le due squadre vadano anche elogiate perché c'erano condizioni non semplici dal punto di vista atmosferico come la condizione del terreno che a un certo punto mi è sembrato che stesse iniziando a ghiacciare e, quindi, non era facile né per noi né per loro tirare fuori una partita godibile mentre poi alla fine è stata una partita di buon livello".

Sapendo che non le manca l’ironia, visto il primo tempo del Napoli una settimana tipo (senza partite ufficiali, ndr) serviva proprio.

“È chiaro che preparare le partite così è un'altra cosa".

Ma lo sa anche l’Inter (sconfitta tre a uno dall’Udinese e sorpassata in classifica dal Napoli, ndr) adesso?

“Penso che sia un'attualità perché non è che tre partite a settimana possono fare del male o ti possono far avere delle reazioni scadenti se avvengono in maniera occasionale, ma se sono una costante per mesi, forse, possono realmente minare il lavoro".

Quanto è cresciuto sul piano della qualità Allan che nelle ultime gare ha permesso alla squadra di attaccare a destra, fornisce assist  e s’inserisce senza palla?

“Il problema è quando s'inserisce con la palla (risate generali, ndr). È diventato un giocatore forte ed è in una condizione psicofisica eccezionale, quindi, sta facendo prestazioni a ripetizione di alto livello".

Hamsik ha segnato il gol numero 115 eguagliando Maradona, un bel traguardo?

“Siamo contenti per Marek perché raggiungere Maradona non penso sia da tutti e credo che sia una soddisfazione forte e tutti inizieranno a dire che Marek si è ritrovato perché ha segnato, ma già da tre o quattro partite che stava facendo bene e questo ci fa piacere. Adesso aspettiamo che abbia soddisfazioni personali velocemente anche Mertens come ci fa piacere che Zielinski in un ruolo nel quale si è adattato in tre partite e mezza abbia segnato tre gol e preso un palo".

Come ha visto il Torino alla luce del fatto che aveva disputato una bella partita con la Lazio a Roma, mentre con voi nel giro di mezz'ora ha subito tre gol?

“Noi siamo andati in vantaggio dopo tre minuti e questo può aver un attimo condizionato la partita. Noi nei venti minuti di folate offensive siamo pericolosi con tutti. Secondo me, il Torino è stato molto bravo nella reazione mentale alla difficoltà perché per come si era messa la gara era più facile mollare che non rimanere in partita. Il Torino, invece, è rimasto in partita fino alla fine e se io fossi Mihajlovic e sarei molto contento per la dimostrazione di mentalità della squadra".

Diceva che la gara di Rotterdam è stata influenzata dal risultato che arrivava dall'Ucraina, quindi, anche sapere che l'Inter aveva perso ha influenzato la vostra prestazione con il Torino ed è prevalsa la voglia di essere primi in classifica?

“Certe notizie hanno un aspetto positivo perché c'è la componente emozionale di poter usufruire di un risultato che porta un vantaggio, ma c'è anche l'aspetto negativo che si potrebbe andare in campo sentendo la responsabilità di dover vincere. Con il Torino siamo stati bravi a cogliere l'aspetto positivo della notizia, mentre in Olanda siamo stati scadenti perché abbiamo colto quello negativo".

Anche in quest'occasione non ha rinunciato ad andare a Superga come fa tutte le volte che viene in città per affrontare il Torino. Un momento emozionante?

“Vado a Superga per omaggiare Il Grande Torino perché è bello, è emozionante e dà il senso di che avversari andrai ad affrontare il giorno successivo o anche il giorno stesso e poi ogni volta che ci vado mi dà una grande emozione".