“La storia del Torino. Il romanzo granata” il nuovo libro di Alberto Manassero. Il Torino è soprattutto questo: la sua gente

“La storia del Torino. Il romanzo granata” il nuovo libro di Alberto Manassero. Il Torino è soprattutto questo: la sua gente
La copertina del libro
Oggi alle 14:00Notizie
di Elena Rossin
fonte Diarkos
Il viaggio nella memoria fra vittorie, cadute e rinascite che hanno segnato 120 anni: questo racconta il romanzo di Alberto Manassero “La storia del Torino”

Le squadre si tifano. Il Torino si vive. E’ da questo concetto che scaturisce il libro “La storia del Torino. Il romanzo granata” nuova opera letteraria di Alberto Manassero per 33 anni giornalista di Tuttosport, quotidiano per il quale ha seguito le vicende della squadra granata di cui è tifoso viscerale. Il romanzo è edito da Diarkos e sarà disponibile nelle librerie da mercoledì 15 luglio.

Nel suo romanzo, 432 pagine che si fanno leggere voracemente, Alberto Manassero ripercorre la storia del Torino dalle origini a oggi e come scrive nella prefazione Roberto Cravero, ex calciatore e dirigente nonché capitano del Toro, si tratta di un “viaggio dentro il Toro, non dentro la storia del Toro, che sarebbe una semplice contabilità di vittorie e sconfitte, ma della filosofia di una squadra che, citando l’inizio del libro, vanta successi al limite del divino e, allo stesso tempo, ruzzoloni che sono sprofondi, sino a sconfinare nella tragedia”.

La storia del Toro dalle origini a oggi

Dal 1906, anzi da prima dal 1887, fino ai giorni nostri passando per i primi trionfi degli anni Venti e Trenta, il Grande Torino, il 4 maggio 1949 con Superga, le stagioni difficili, la prima caduta in B, lo scudetto del 1976, le sfide europee degli anni Novanta, le battaglie infinite del derby della Mole.  Il Toro è simbolo di passione popolare e di chi lavora duro senza smettere di credere in un mondo migliore. Sofferenze, speranze, stadi pieni di cuori granata che non smettono di battere insieme. Il Torino è soprattutto questo: la sua gente. È nei cori della Maratona, nei racconti dei nonni ai nipoti, negli occhi lucidi di chi porta al collo una sciarpa consumata dal tempo, dalla passione e dal destino.

Il punto focale del romanzo 

“La storia del Torino. Il romanzo granata” è nei cori della Maratona, nei racconti dei nonni ai nipoti, negli occhi lucidi di chi porta al collo una sciarpa consumata dal tempo, dalla passione e dal destino. Quella del Toro è la storia che tiene unito il filo tra passato e presente, tra gloria e fragilità, tra la difficoltà di vivere e la forza di sognare. Perché il Toro vive dentro chi lo ama. E il romanzo non poteva che essere dedicato a Gianpaolo Ormezzano “alla dolente fortuna di essere tifosi granata”.

Francesco, come Virgilio con Dante, guida gli amici nel viaggio

A fare fa guida in questo viaggio c’è Francesco che, come Virgilio con Dante nella Divina Commedia,  conduce i suoi compagni di racconti, Renato, Luisa, Enrico e Massimo, fra un sorso di vino e un boccone di salame e qualche stuzzichino, in una rievocazione durante le merende sinoire, fatte almeno una volta a settimana, di momenti che non sono solo calcio, ma che abbracciano speranze, dolori, orgoglio, comunità e valori uscendo dalla cronaca e sconfinando nell’epopea e facendo capire perché la storia del club granata sia unica.

Questi cinque amici, tutti di fede granata, hanno deciso di darsi delle lezioni di storia granata e ognuno ogni volta riporta alla luce suoi ricordi, “studi” e letterature di un episodio o periodo oppure di un personaggio e del contorno che lo circonda. Francesco all’insaputa degli amici registra questi racconti in modo da raccogliere quelle che definisce “orali archeologie” per poi scriverle in una narrazione sparsa non di tutto il Toro perché sarebbe impossibile, ma di quella loro che appartengono a una bizzarra categoria di diversi, che andrebbe protetta come il panda rosso, i ricci e le balene, perché è quella dei tifosi del Toro. A Francesco importa che quanto scritto racchiuda l’essenza e i punti cardinali di vite, morti e resurrezioni aspettando la prossima.