Genoa, Murgita: “Se non si ha fame di vittoria e una determinazione feroce non se ne esce fuori”

02.12.2018 21:51 di Elena Rossin  articolo letto 2108 volte
Fonte: Elena Rossin
Roberto Murgita
© foto di Federico De Luca
Roberto Murgita

Il vice allenatore del Genoa, Roberto Murgita, in conferenza stampa ha commentato la sconfitta con il Torino. Ecco che cosa ha detto:

Indubbiamente ci sarà del rammarico per l’espulsione di Romulo che vi ha lasciato in dieci al 25’ del primo tempo e per come sono scaturiti i due gol del Torino, è così?

“Sì. I due gol sono episodi strani, il primo per come l’ho visto io l’intervento di Rincon non è stato proprio pulito e secondo me ha fatto fallo perché è entrato a gamba tesa e poi rimane a terra anche perché il mio giocatore ha fatto una cosa che non doveva in quanto invece di spazzare controlla, ma c’era fallo di Rincon. Il secondo episodio quello del rigore non l’ho ancora rivisto, ma è una situazione paradossale perché avevamo appena preso il gol e doveva solo passare qualche secondo prima che terminasse il tempo. Avremmo visto un secondo tempo diverso se non avessimo subito anche il secondo gol”.

Magari Romulo andava sostituito poiché faticava a contenere Ansaldi?

“ L’uscita di Romulo ci ha condizionati, ma devo dire che anche il secondo tempo abbiamo cercato di affrontarlo nel migliore dei modi facendo cambi e mandando in campo Pandev e Lapadula e nel finale abbiamo avuto delle situazioni dove occorreva un pochino più qualità per trovare l’ultimo passaggio in modo da creare situazioni più pericolose, ma non ci siamo riusciti”.   

Come mai ha scelto di togliere Piatek dopo l’espulsione di Romulo?

“Dopo l’espulsione la partita sarebbe stata più di sofferenza e quindi è una scelta che ci può stare togliere un attaccante e abbiamo deciso di puntare su Kouamé  che ha molte energie come anche Piatek, ma, purtroppo, è stata una scelta che ci ha svantaggiato quella di rinunciare ai nostri due attaccanti perché davamo l’impressione di potergli fare male”.

Nel secondo tempo il Torino vi ha pressati molto e si ricordano ben poche vostre occasioni da gol, è dipeso dal fatto che eravate in dieci oppure perché i granata vi hanno messo in difficoltà?

“Il Torino ha agito di ripartenza e così ci ha messo in difficoltà ed è vero che noi siamo andati poche volte alla conclusione, infatti, mi ricorso un tiro di Hiljemark e uno di Bessa, poca roba rispetto a ciò che potevamo fare. Forse abbiamo speso energie nel derby che non siamo riusciti a recuperare e il fatto di essere in dieci e di dover correre dietro ad “animali” come quelli del Torino, nel senso che sono giocatori molto forti fisicamente, è dispendioso”.

Come commenta il gesto di Lapadula che appena è terminata la partita si è tolto la maglia e l’ha scaraventata a terra nei pressi della panchina?

“Sinceramente non ho visto questo questa scena ed eventualmente gli chiederò per quale motivo l’ha fatto. Forse ha agito così perché era arrabbiato poiché non ha avuto occasioni per fare gol e aver segnato. Immagino che ci tenesse particolarmente a rientrare e lasciare subito un segno. Da Gianluca ci aspettiamo i segnali di rinascita che vediamo in allenamento e questa è la cosa più importante”.

Nel primo tempo si è visto un Genoa bello e compatto, ma nei minuti finali durante il recupero che cosa è successo? Forse c’è stato un calo di concentrazione in occasione dei due gol del Torino?

“Secondo me sono quelle cose imponderabili del calcio. Naturalmente poi si parla di calo attenzione e dei particolari, ma, ripeto, ho vissuto qua un po’ di anni fa una sconfitta di quelle brucianti accaduta all’ultimo quando Cerci segnò e oggi, invece, è accaduto nel primo tempo che l’uno-due sia stato fatale per noi. E’ difficile da spiegare”.

Adesso la classifica la preoccupa un po’?

“Se si guarda la classifica bisogna preoccuparsi e bisogna capire che se non si ha fame di vittoria e se non si ha una determinazione feroce non se ne esce fuori. Dobbiamo avere tutto ciò e nelle prossime gare dobbiamo metterlo a punto”.