Di Carlo " I gol di Pellissier per il Chievo e per la Nazionale"

17.10.2009 14:40 di Raffaella Bon   vedi letture
Fonte: gazzetta
Di Carlo " I gol di Pellissier per il Chievo e per la Nazionale"
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© foto di Federico De Luca

ragiona­mento di Domenico Di Carlo non fa una piega: «Per manda­re il nostro Sergio Pellissier al Mondiale in Sudafrica dobbia­mo metterlo in condizione di se­gnare venti gol. E se Pellissier segna venti gol, il Chievo si sal­va alla grande». Ecco un caso in cui il destino di una squadra è legato a doppio filo a quello del suo giocatore più rappresentati­vo. Un bomber non proprio di primissimo pelo, entrato nella storia del club per numero di partite giocate e gol segnati. E mentre il tecnico mette a punto i dettagli della doppia operazio­ne Sudafrica-salvezza, l’aspi­rante azzurro — già debuttante con gol il 6 giugno nell’amiche­vole con l’Irlanda del Nord — si raccomanda con molto garbo a Marcello Lippi su GazzettaTv:

«Un buon motivo per portarmi in Sudafrica? Sono uno che non molla mai e, ogni tanto, ser­vono anche giocatori così».

Di Carlo, chi l’avrebbe detto che il Chievo sarebbe stato una delle sorprese di questo inizio di campionato.

«E’ presto per parlare di sorpre­sa, anche se non stiamo andan­do male. Abbiamo perso, senza meritarlo, le prime due partite con Juventus e Lazio, ma anche in quelle due occasioni abbia­mo espresso un buon gioco, mettendoci la giusta mentalità. Soprattutto, adesso stiamo mi­gliorando l’intensità».

Dice che il miglior Chievo non l’abbiamo ancora visto?

«I nostri miglioramenti si ve­dranno quando l’intensità che mostriamo per parte della parti­ta l’avremo per 95 minuti».

Esigente. Eppure que­sto sembra un campio­nato equilibrato, alla portata di squadre or­ganizzate come la sua, non trova?

«La serie A è sempre equi­librata nelle prime dieci giornate. E’ dopo che si delinea la vera classifica».

Quindi?

«La dimensione del Chievo la scopriremo più avanti, ma cre­do che sia la salvezza. E’ fonda­mentale non perdere la catego­ria, e se ci riusciamo con 3­4 giornate di anticipo è meglio. Siamo in linea con programmi e aspettative, ma la serie A va sudata partita dopo partita».

Lo hanno capito anche i tanti al­lenatori debuttanti. Non si in­venta nulla.

«Non è proprio così. Le metodo­logie di lavoro cambiano, e an­che velocemente. Tutti devono tenersi aggiornati, giovani e vecchi. L’esperienza si fa sul campo, ma contano di più le idee. Al Chievo c’è bisogno di idee, magari in altri posti un po’ meno. Quello che mi conforta è che quando tu hai idee e il grup­po ti segue, arrivano i risultati».

Questo campionato ha portato delle novità?

«Più qualità e più corsa, senza distinzione tra grandi e piccole squadre. L’ultima in classifica può anche vincere con la pri­ma. E’ tutto ancora più bello».

Che cosa pensa del fenome­no- Mourinho?

«Al di là delle cose che si dicono sul suo conto, una cosa è certa: allena l’Inter campione d’Italia e in questo momento è primo. Il personaggio va rispettato per quello che è come allenatore, poi ognuno sceglie le tattiche che preferisce per vincere».

Pro o contro lo sfogo di Lippi do­po la partita con Cipro?

«Lo capisco. Da tifoso della Na­zionale io non penserei mai di fischiarla o di invocare un altro giocatore. L’Italia è di tutti, va sempre sostenuta, anche nei momenti di difficoltà».

Domani arriva il Bari. E’ una par­tita che non può spaventarvi.

«Ma che nasconde molte insi­die. Il Bari non lascia spazi, fuo­ri casa non ha mai perso. Resta corto, è veloce, tiene bene il campo. Se l’affronti a ritmi bas­si, sei fritto. Per fortuna abbia­mo recuperato i nazionali. E Pellissier sta sempre meglio». E se Pellissier in questa stagione segna venti gol, è contento lui e sono contenti anche al Chievo.