Cairo: "Immobile? Normale una flessione. Ventura? Me lo tengo stretto"

12.02.2016 17:12 di Marina Beccuti Twitter:    vedi letture
Cairo: "Immobile? Normale una flessione. Ventura? Me lo tengo stretto"
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© foto di Federico De Luca

Il presidente granata a Radio 24 ha parlato della situazione di Ciro Immobile, ritornato con tante aspettative ma che ancora non ha trovato gli spunti di due stagioni fa.

"E' arrivato da noi che giocava poco, ora gioca sempre ed è normale che abbia un momento di flessione", ha detto Urbano Cairo.

Il presidente è poi entrato nelle problematiche attuali: "Siamo una Società e un gruppo con un allenatore bravissimo al quale ho prolungato il contratto fino al 2018. Abbiamo fatto un percorso e un progetto molto bello con tanti giovani che sono cresciuti molto, non mi sembra giusto puntare il dito sull’allenatore. C'è un gruppo di persone che ha svolto un gran lavoro e vuole continuare a farlo. Il motivo per cui ho voluto rinnovare il contratto al tecnico era che temevo fortemente che ci portassero via il mister visto che interessava a molte squadre: avendo io un uomo del genere me lo tengo stretto", si legge sul sito ufficiale.

Cairo ha proseguito: "Dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo senza smettere di crederci, tutti uniti verso l'obiettivo. Non si può dare la colpa ad uno o all'altro. Anche quando le cose andavano bene i meriti non erano solo di uno, che poteva essere Ventura, ma di tutti; oggi invece accade il contrario.

Il presidente ha poi sottolineato riguardo ai fatturati: "E' vero che c'è un grande divario, talvolta incolmabile, con alcune squadre. Se vuoi fare passi troppo lunghi poi la paghi con i debiti. Siccome ho preso il Toro da un fallimento cerco di evitare situazioni di questo genere, cercando però di portarlo al meglio delle sue possibilità".

Il massimo dirigente granata ha poi commentato la partitissima di domani sera, Juventus-Napoli: "E' una grande partita, ma mancano troppe gare da qui alla fine per dire che è decisiva. De Laurentiis è un presidente con un taglio più imprenditoriale, Agnelli più manageriale, ma sono tutti e due bravi".