Sensounico, a suon di Toro. Nuovo anno che arriva, vecchio Toro che trovi

07.01.2014 09:44 di Marina Beccuti   vedi letture
Sensounico, a suon di Toro. Nuovo anno che arriva, vecchio Toro che trovi
© foto di Sensounico

Alla fine di ogni anno tendenzialmente ci si ritrova a vagliare gli avvenimenti dell'anno appena trascorso e a fare i buoni propositi per quello nuovo  che si appresta a vivere. La rubrica "A suon di Toro" non vuole smentire questa tradizione, quindi  partiamo con il commento delle vicende granata  dell'anno appena trascorso.

Il Toro si salva non senza affanno, riuscendo nell'intento che si era prefissato ad inizio stagione, giocando anche alle volte un calcio piacevole ma spesso poco redditizio. Carbone per il finale di stagione.

La cessione di Bianchi ed Ogbonna lascia parecchio amaro in bocca a molti tifosi (me compreso) e conferma la maledizione "del Capitano" del Torino, che vede spesso andare via proprio il portatore di fascia graduata nei mercati estivi ed invernali. Scelte che si riveleranno però azzeccate tutto sommato, che permettono di avere un po' più di liquidità nelle casse della società, e che danno il via ad un giro di vite tra i calciatori presenti in rosa nel Toro. Riscattati Cerci, Basha, Glik e Darmian, preso l'ex juventino (su cui molti storcevano il naso) Immobile, Farnerud che nessuno sapeva chi fosse, Padelli (mai titolare nella sua carriera) Bellomo, Moretti e l'infermo Bovo. Dolcetti alla società ma senza zucchero.

La stagione inizia con l'eliminazione in Coppa Italia per mano del Pescara, primi mugugni per la pochezza dimostrata e per un portiere che non si ritiene all'altezza (Gillet con Gazzi e Barreto squalificati per calcio scommesse). Chissà poi perchè esistono stadi e squadre dove non si riesce mai a fare almeno prestazione: il Pescara è una di queste squadre, Parma è uno di questi stadi. Carbone.

Poi arrivano però le prestazioni di tutto rispetto contro Inter, Milan e Roma i cui torti arbitrali e qualche papera difensiva, fanno si che al Toro manchino almeno 4 o 5 punti in classifica. Per gli arbitri carbonella per accendersi in un falò e per la difesa semplicemente carbone. La sensazione già da inizio campionato è che questa squadra non sia malaccio ma che con un piccolo sforzo in più si poteva ambire a qualcosa di più concreto. Dolcetto sequestrato alla società e sostituito con del carbone dolce.

Poi vengono inanellate prestazioni a dir poco imbarazzanti contro Napoli, Juve e Cagliari e scoppia la grana D'Ambrosio (vice capitano tra l'altro). Carbonissimo per  la squadra e carbone per società che avrebbe dovuto blindare il terzino un anno fa, quando manco la Befana se lo filava. Ma a mente fredda, proprio perchè alla fine si deve cercare di ragionare, non si possono biasimare D'Ambrosio ed Ogbonna per le loro scelte: come qualsiasi lavoratore, anche loro ambiscono a migliorare la propria posizione economica e di carriera. Che poi ci riescano è tutto un altro discorso ma, onestamente, il Toro col suo tetto salariale e la sua prospettiva di investimenti futuri, non può garantire quella solidità ai giocatori più affermati o a quelli in ascesa.

Finalmente il Toro inanella 4 vittorie di fila, arriva a 25 punti e respira aria di alta classifica come non succedeva da anni. Ma i dolcetti che avremmo potuto assegnare per questa ultima considerazione, dobbiamo subito "nasconderli" come si fa ai bambini: la prestazione di Parma è stato un disastro sotto ogni profilo; la troppa dolcezza dei commenti nelle settimane precedenti probabilmente ha causato qualche mal di pancia nello spogliatoi, o almeno è l'unica spiegazione che si può dare all'esclusione di Cerci ed Immobile nel secondo tempo ; con Ventura incazzato (scusate ma arrabbiato era un termine che proprio non si addiceva alla faccia mefistofelica del mister al ritorno in campo) che schiera quasi per dispetto la coppia dei"gemelli del non goal" Barreto e Meggiorini. Sotto gli occhi di Cairo e Petrachi, Ventura ha dimostrato come il Toro manchi di rincalzi di qualità, che necessitano per continuare un campionato senza ansie e patemi e che mettano un po' di pepe a chi si sente arrivato o con la pancia piena per i loro 18 goal insieme. Questa è almeno l'interpretazione che voglio dare alla mossa scellerata di Ventura, che credo fosse abbastanza conscio che la partita con quella mossa l'avrebbe persa di sicuro. Ed allora carbone a quintali per questo lunedì dell'Epifania, che speriamo insieme alle feste, pure questo brutto Toro si porti via... insieme ad Amauri ed il Parma tutto intero.