Quando Pianelli fece i conti con i poteri forti di Torino

12.05.2011 15:48 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: In collaborazione con Radio Beckwith
Quando Pianelli fece i conti con i poteri forti di Torino
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© foto di Giulio Graglia

Sabrina Gonzatto è l'autrice del libro "Orfeo Pianelli. Il presidente del Toro Campione", edito dalla casa editrice trevigiana  Anordest. Un libro che commuove perchè racconta la storia dell'uomo, dell'imprenditore e poi presidente del Torino vincitore dell'ultimo scudetto granata nel '76, l'unico presidente della storia del Torino che può ritenersi l'erede di Ferruccio Novo. Questo libro racconta la storia di un imprenditore che si mise in competizione con la stessa Fiat e ottenne di avere una squadra in grado di contrastare la Juventus.  Ma chi era veramente Orfeo Pianelli? "Fu senza dubbio un grande imprenditore che fece bene anche come presidente di calcio, sapendosi scegliere i collaboratori giusti per delegare loro i compiti con molta fiducia e rispetto. Sono convinta che una squadra di calcio per rendere al meglio deve essere gestita come un'azienda", racconta Sabrina. "Per lui non vincere lo scudetto sarebbe stato un fallimento, suo personale, ma gli era rimasto il rammarico di non aver vinto il secondo che meritava forse ancora più del primo. Anche Pianelli visse la contestazione e apparirono anche per lui gli striscioni con la scritta vattene. Scrivendo il libro ho fatto anche dei conteggi di tutti i risultati conseguiti nei 19 anni della sua presidenza, ebbene il suo Torino sarebbe sempre arrivato quarto, dunque avrebbe sempre partecipato alla Champions League, almeno ai preliminari".


Ma quanto ha dato fastidio Pianelli ai poteri forti della città al punto da non "permettergli" di vincere il secondo scudetto e poi mandarlo in disgrazia?  "Non possiamo negare che qualcosa ci sia stato", ammette Sabrina, che per questo libro ha sentito tutti, anche alcuni giocatori della Juventus di quell'epoca, che hanno ammesso che quel Toro era effettivamente più forte di loro. "Lasciando perdere il sequestro del nipote Giorgio, un fatto che minò molto la vita di Pianelli, furono alla fine le banche a non volergli più fare credito (si parlava di 160 miliardi di vecchie lire alla fine degli anni '70) e a questo punto fu costretto a vendere il Torino per evitare il fallimento. La successione avvenne in pochi giorni. In seguito fu anche arrestato e visse parecchie disavventure, alla fine ne uscì e a 70 si rimise in gioco come consulente aziendale. Poi la famiglia preferì andarsene in "esilio" volontario in Costa Azzurra per lasciare quella gente che a Torino gli voleva male, come mi raccontava spesso Cristina Pianelli".

Il libro verrà nuovamente presentato al Salone del Libro di Torino, lunedì 16 maggio alle ore 19 presso la Sala Rossa, dove si parlerà di calcio piemontese nei festeggiamenti del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. Presto Sabrina Gonzatto sarà anche ospite su Rai 1 al programma di Paola Perego "Se... a casa di Paola", quando il libro e la storia di Pianelli verranno conosciuti a livello nazionale.