Incontrando (forse) Attilio Romero

28.05.2014 13:00 di Matteo Maero Twitter:    vedi letture
Incontrando (forse) Attilio Romero
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Nel mondo dei sogni incontro, avvolto da un bandierone granata, l’indimenticato Tilli Romero, a cui il mio “animo” da giornalista non ha potuto fare altro che chiedere come il suo Toro fosse così tanto diverso da quello odierno.

Presidente, ha visto che Toro?
“Quest’anno sì. Devo fare i complimenti a tutti perché davvero non mi aspettavo un risultato del genere, bravi e ancora bravi. Ricordo con simpatia l’ultima volta del Torino in Europa: io e Cimmi eravamo così contenti quando il nostro asso sudamericano Franco sbagliò quel rigore decisivo contro il Villareal. A Camolese dicemmo:’Tranquillo, con Lucarelli e Magallanes si va dritti in Champions League’”.

Bè, l’anno dopo retrocessione amarissima con 18 punti. Si spiega ancora quel tracollo?
“Molto semplice, è mancata la cattiveria ai ragazzi. La domenica sera dopo quel Milan-Torino (6-0,ndr.) vidi Galante e Delli Carri in gran forma con le compagne. Non c’era la squadra. Eppure gli stipendi erano regolarissimi: regalammo pure due panini a Sommese finiti gli allenamenti.“

Il fallimento? Quel Toro aveva i vari Balzaretti, Quagliarella, Sorrentino, Marazzina, Pinga, Acquafresca, Marchetti, Mudingayi….
“ll fallimento fu una bufala. La società era sana e ben condotta. Tutti i giocatori che hai elencato sono figli del vivaio tranne Marazzina, che il Chievo ci regalò per una grigliata a Lignano Sabbiadoro. Si ricorderà senza dubbio della partita col Perugia, della sofferenza, dei festeggiamenti. Ricordo ancora la nostra mediana con orgoglio: il piccolo Conti che era Conticchio, Diego Armando De Ascentis…bei tempi”.

Al Toro di questi anni cosa contesta?
“Se devo essere sincero l’immagine. Io e Cimmi, proprio perché sapevamo di essere non bellissimi, preferivamo stare nell’ombra. Ora il calcio moderno è così, quando guardo i capelli di Kurtic penso: ‘dov’è la disciplina?’”

Ha pianto al rigore di Cerci? Che ne pensa di lui e Immobile, che andrà quasi certamente in un big club estero?
“Non ho pianto perché è di natura granata soffrire così. Lui e Immobile sono bravissimi, spero che Cerci rimanga, è un misto tecnico-estetico tra Best, Claudio Sala e Amanda Lear”.

Ultima domanda. Che ne pensa di Ventura? E soprattutto, si rende conto che l’ultima volta che abbiamo fatto gol in un derby c’era lei come presidente?
“Ventura è un bravissimo allenatore, lo volevamo prendere nel 2004 ma il presidentissimo riconfermò Ezio Rossi. Lo volevamo perché faceva giocare le squadre a zero euro, in piena linea con quelli che erano i nostri fondi. Il Derby? L’ultimo gol lo segnò Cauet, di certo non un fenomeno. Ma avevano tutti un po’ di granatismo. Quello che manca un po’ a questi ragazzi”.


Intervista vero o semiseria che sia, l’ultima frase non è poi così scontata.

Articolo scritto da Stefano Gurlino, collaboratore di Radio Granata.