Domenica è sempre domenica

Domenica è sempre domenicaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
sabato 19 maggio 2012, 10:54Mondo e Storia Granata
di Marina Beccuti
fonte Andrea Morè Toromio

L'Italia è un paese in totale stato confusionale e non credo sia bastato uno scudetto alla juventus per illuderla di una tanto obsoleta quanto improbabile restaurazione normalizzante e dove in attesa di una riconoscenza del desiderio di presa di potere attiva e responsabile da parte della società civile regna un un "gran' bordello". Certo ci vorrebbe una politica imperniata sui piccoli e sulla collettività ma pochissima responsabilità civile impregna le sale di Montecitorio come i consigli di amministrazione del mondo finanziario.


Il calcio è uguale: Figc Coni, Sky, Mediaset, Lega calcio, Lega A, Lega, B, Lega Pro, AIC, mutinazionali varie, banche, dove comandano un po' tutti ed un po' nessuno, dove squadre si autoassegnano scudetti ed imperversa il calcioscommesse.
Ognuno fà quello che vuole e sarebbe anche bello se a dettare questo fosse una coscienza del rispetto della libertà altrui purtroppo da l'impressione di cani che si strappino gli ultimi lembi di carne prima del grande sciacquone.
Tornando al calcio e nello specifico al Toro: finalmente si è trionfanti e quasi tronfi malgrado l'amalgama di interessi che gestisce, non si sa bene come, "il pallone"e che ha dimostrato tutta la sua incompetenza e schizzofrenia durante tutta la stagione e la sola gestione del caso Padova è emblema tutto suo.


Malgrado e grazie a tutto ribadiamo che il Toro è primo e grazie solo a se stesso: c'è aria di festa e gioia in Città e dopo tre lunghe stagioni di purgatorio e dopo decenni di latitanza di anima granata vediamo e riassaporiamo, da buoni Tori, il gusto dell'erba tra le mascelle.


Domenica ci aspetta la festa che assaporiamo da anni e cui le scorribande bianconere degli ultimi giorni ci hanno messo ancora più in appetito di effetturare. Finalmente la Città tutta per noi, il famoso 60%, domenica sera e domenica notte me la voglio godere e passarmela, bandiere in mano, in giro per locali a mangiare, chiacchierare, incontrare antichi e nuovissimi amici con cui allacciare legami profondi in nome della solidarietà granata, del ritrovare una Città civile pulsante che ha solo voglia di rinascere e riconoscersi, ho voglia di rivivere i miei personali vent'annidi di sana e gioiosa rivolta per segnare col mio passo la ripresa di possesso della città da parte degli uomini.


Ma pare che a poter fare "festa" pubblica a Torino siano solo i ben istruiti scolaretti a strisce che hanno demolito mezza città, perchè domenica sera gioca anche la squadra di Venaria e si rischiano grossi problemi di ordine pubblico. Ma cosa volete? Che ci scappi il morto questa volta? Molti "birbaccioni reazionari" è da anni che aspettano una occasione di tale crisi per instaurare una "bella repressione" e sbatterci un "bel coprifuoco". A Roma non riescono neppure ad organizzare lo spostamento dei tifosi per rifiuto dell'ATAC a fornire i bus e la juve ha avuto il toupè di chiedere il rinvio della nostra gara peraltro rifutato da non sò quale consiglio.


Sono anni che aspettiamo e pregustiamo questo momento, la squadra che porta il nome e l'anima di questa Città gioca in casa e forse vincerà un campionato ed alle 20,00 o giù di lì dovremmo tutti saggiamente da buoni carcerati o burattini ripiegare le bandiere e tornarcene nella nostra casetta finita l'ora d'aria, per lasciare che gli ammaestrati ragazzini a strisce rimettano a ferro e fuoco la nostra bella Città? Spostino loro la giornata della finale di Coppa Italia, pardon Tim Cup, che: "Domenica è Domenica "ed il Toro torna in serie A e le autorità per una volta si comportino secondo i principi per i quali sarebbero sensate esistere ed accompagnino una festa gioiosa evitando un bagno di sangue.


Sarebbe meraviglioso se, una volta tanto, i potenti e privatissimi interessi si piegassero alla volontà della piazza e del buon senso, ma non si voglia mai che si inverta, aprendo gli occhi ed il cuore, un sistema dove a perderci sono tutti, sarebbe troppo bello e lungimirante.


Lo ribadisco: sarebbe un bellissimo segno se si spostasse la data della magnificente Tim Cup in virtù dell'assegnazione della Coppa degli splendidamente poveri, poveri come quelli che si son sparati per paura delle tasse, poveri come i cassanintegrati, poveri come il 60% buono dell'Italia tutta. Poveri e ricchissimi laddove un sorriso non costa nulla ed è per quello che fa così paura a chi vorrebbe venderti anche l'aria, poveri di soldi e ricchi di anima: a chi il vero merito, a chi spetta dettare regole giuste per il futuro ormai presente?
Splendida, dolce, poverissima, immensa, fortissima squadra mia. Poi ci resta ancora il fato, che tra Torino e Napoli di magia se ne consuma molta e pare che il Dio Toro che si manifesta con tuoni e fulmini abbia già opzionato i cieli del nordovest italiano per tutto il week end sciogliendo ogni dubbio su di chi sia il cielo e la terra domenica.


Che festa sia allora e festa baganta, e magari sarebbe immenso come il cielo ed il mare vedere tutta la notte girare per Torino le bandiere delle due più popolari e spledide comunità sportive d'Italia.