Matteo Prati al Toro, dipende dal Cagliari: perché tutto è fermo
Non tutte le attese in casa Toro sono mosse calcolate, perché alcune dipendono dalle scelte degli altri. Prendete il Cagliari, ad esempio. Oggi il presidente Giulini, intervistato su Radiolina e Videolina, ha confermato che certamente Fabio Pisacane non si muoverà da quella panchina, perché per lui è pronto un rinnovo biennale con opzione sulla terza stagione.
Molto più incerta invece è la posizione di Guido Angelozzi come ds. Le due parti si rivedranno presto, perché devono capire se hanno ancora gli stessi obiettivi e se è ilo caso di andare avanti insieme oppure separarsi amichevolmente, anche perché gli estimatori per il dirigente non mancano. E da questo dipendono anche alcune trattative che riguardano il Toro, a partire dal futuro di Matteo Prati.
Arrivato al Filadelfia per prendersi quei minuti che in Sardegna non trovava, il regista ravennate in realtà ha fatto la stessa fatica. Con Baroni prima, con D'Aversa poi non è mai stato la prima scelta, anche se ha chiuso la stagione con 14 presenza in granata, 8 delle quali dall'inizio. Il Toro non ha chiarito fino in fondo le sue intenzioni, anche perché il diritto di riscatto costerebbe quasi 6 milioni di euro. Quindi Petrachi punta su uno sconto oppure su un rinnovo del prestito. Ma se il Cagliari dovesse cambiare direttore sportivo, servirà aspettare la nuova figura per trattare. E se è vero che l'estate si annuncia lunga, in realtà l'idea del club è quella di dare al nuovo allenatore un gruppo già quasi completo quando partirà il ritiro.
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