Dai social emerge l'idea Toro-De Rossi. Ma per ora non c'è polpa

25.06.2019 10:51 di Claudio Colla   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Dai social emerge l'idea Toro-De Rossi. Ma per ora non c'è polpa

Reduce dal controverso addio alla Roma, dopo un'intera carriera trascorsa in giallorosso, e dall'offerta del Boca Juniors declinata senza ripensamenti, come anche i sondaggi dalla Major League Soccer, Daniele De Rossi è determinato a continuare nel calcio italiano. O quanto meno europeo, senza in ogni caso lasciare il principale scenario del pallone mondiale. Trentasei anni il prossimo 24 luglio, il centrocampista centrale, disimpegnatosi bene, in più momenti della sua carriera, anche da difensore, uno degli ultimi reduci del trionfale Mondiale 2006 in attività, è considerato più o meno universalmente un professionista di specchiati valore e serietà, un calciatore che ha saputo superare numerosi momenti difficili a livello personale, negli anni, senza mai tirare il freno rispetto all'impatto esercitato sul terreno di gioco. 616 presenze totali con la maglia della Roma, corredate da ben 63 gol (non male per un centrocampista dalla propensione prevalentemente difensiva), a cui vanno a sommarsi le 117 in Nazionale maggiore, caratterizzate da una media-gol ancora più elevata, con 21 reti siglate. Accostato prima all'Inter, per una possibile reunion con l'ex-tecnico azzurro Conte, poi a Samp e Fiorentina, tra le cui fila sarebbe rispettivamente finito alle dipendenze di Di Francesco, suo allenatore fino a qualche mese fa, e Montella, altro suo ex-tecnico nonché compagno di squadra, per De Rossi sembra ora farsi seria l'ipotesi Milan: biennale a 3 milioni e mezzo di euro all'anno (500 mila euro in più rispetto al suo ultimo stipendio in maglia Roma). Con il Bologna di Walter Sabatini, altra figura decisamente significativa rispetto alla storia calcistica di Capitan Futuro, sullo sfondo. Il club rossonero, peraltro, aveva già provato a fare De Rossi suo circa un decennio fa, al picco della carriera del giocatore. Ma Daniele aveva detto di no, giurando fedeltà a quella Roma che, qualche anno dopo il passaggio di proprietà all'imprenditore statunitense James Pallotta, gli ha voltato le spalle in malo modo. Suscitando, comprensibilmente, le ire dei tifosi, già furenti per l'analoga conclusione della vicenda legata a Francesco Totti. In questo vortice di passato calcistico, di gloria sempiterna, di passione, sentimento, tradimento, di cifre e di proiezioni di mercato, sono molti i supporter del Toro, notoriamente affezionati all'idea di bandiera, che sognano un passaggio di De Rossi in granata. Magari anche solo per un anno, magari, per una volta, superando il salary cap fonte di grande attenzione per Urbano Cairo. Magari anche come un piccolo tiè a quel Petrachi che della sede romanista è in procinto di varcare la soglia. Indiscrezioni in merito, per il momento, non ne sono arrivate, ma non è altresì detto che non emerga l'occasione di portare in squadra un campione, seppur stagionato e atleticamente lontano dai propri anni d'oro, di livello assoluto.