Rennes-Niang a tutta birra. E i bretoni lavorano a un colpo d'eccellenza

14.01.2020 10:55 di Claudio Colla   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Rennes-Niang a tutta birra. E i bretoni lavorano a un colpo d'eccellenza

Capocannoniere stagionale del Rennes, con otto reti finora siglate in 18 gare di Ligue 1, il 25enne nazionale senegalese M'Baye Niang, passato dal Toro nel 2017/18, con grandi aspettative poi disattese, sembra aver finalmente trovato la propria dimensione, con la casacca rossonere del club bretone. Fortemente voluto in granata, all'epoca, da Sinisa Mihajlovic, unico tecnico davvero capace di valorizzarlo nel corso della sua lunga permanenza al Milan, Niang, nonostante l'ingente investimento da parte del club, finì progressivamente nel dimenticatoio, in particolare nella seconda metà di stagione, con l'arrivo di Mazzarri; il quale, come sappiamo, non ha una particolare predilezione con gli esterni d'attacco.

Ora Niang, chiamato a giocare più classicamente da punta, per vie centrali, ricevendo palla in profondità e spalle alla porta, come in parte già sperimentato in nazionale, si è ritagliato un ruolo da leader, nel contesto di una squadra giovane e ruggente, ricca di talenti emergenti (uno tra tutti il centrocampista classe 2002 Camavinga, che piace alle big europee). Visti all'opera in Europa League, i rossoneri bretoni giungono in campionato da una striscia di cinque vittorie consecutive. Che domani potrebbe arrivare a sei, sul terreno del Nimes penultimo. Terzo posto, davanti a compagini sulla carta decisamente più attrezzate, e con capacità di spesa nettamente superiore, come Monaco, Lione, Lille, Bordeaux. E, stando a quanto riportato dalla fonte locale Ouest France, il progetto di dar seguito al momento d'oro attraversato, per mezzo dell'ingaggio di un nome d'eccellenza come quello di Olivier Giroud.

Trentatré anni, un ruolo decisivo nell'economia di entrambi i trofei sollevati nell'ultimo anno e mezzo. Prima la Coppa del Mondo con la Francia, a svolgere un enorme lavoro tattico utile alle stelle Bleus come Griezmann, Mbappé, Thauvin, Pogba; poi l'Europa League vinta col Chelsea, nell'unica stagione di Maurizio Sarri a Stamford Bridge, in finale con quell'Arsenal di cui per anni è stato l'ariete principale. Giroud, pronto a lasciare Londra dopo sette anni e mezzo complessivi, pur accostato a lungo a un ritorno in patria (con il succitato Lione, in particolare, sulle sue tracce), sembra però vicino, molto vicino all'Inter. Conte, che lo volle dall'altra sponda della città nel suo secondo e ultimo anno al Chelsea, esattamente due anni fa, lo ha chiesto, da tempo, come vice-Lukaku. E Giroud, da un'avventura italiana, alla rincorsa di quel titolo nazionale che gli manca dal 2011/12, quando fu tra i principali artefici del "miracolo a Montpellier", appare davvero tentato. Il Rennes, in ogni caso, sembra pronto a provarci comunque.

Nel frattempo, Giroud o non Giroud, Niang guarda con rinnovata fiducia, nei propri mezzi e nella considerazione altrui, e una netta rinascita della propria carriera, che, nonostante la giovane età anagrafica, appare già quella di un veterano consumato, nel bene dell'esperienza acquisita, pur nel male delle tante, forse troppe maglie cambiate. Girovagare che, tuttavia, gli consente ora di sentire il profumo della Champions League, e del suo iconico tema musicale d'apertura.