Parisi: “Al Toro sono stato da Dio, piazza storica e magica. Scommesse? Non ho avuto il coraggio di denunciare, per me una vergogna vera”
"Non ho avuto il coraggio di denunciare quanto visto a Bari". Alessandro Parisi torna a parlare della vicenda scommesse. L'attuale tecnico del Messina, intervistato dall'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, ha raccontato il suo stato d'animo in quel periodo: "Me lo porterò dentro per tutta la vita. Non ho vissuto la depressione, ma la vergogna sì, quella vera. Non volevo uscire di casa, vedere gente, socializzare. So che mi porterò dietro il fardello da allenatore, chi mi sceglierà penserà sempre alle scommesse. Ma so quello che valgo".
Nel 2008 ci fu l'approdo a Bari e l'incontro con Antonio Conte: "Conte fu duro: Ti ho preso per fare la differenza, ma se continui così a gennaio dovrai cercarti una sistemazione”. Chiusi con la promozione in Serie A. Antonio era già un martello. Ad alcuni giocatori diceva di non fare l’amore prima delle partite. Lui e Ventura, avuto sia al Bari sia al Torino, mi hanno insegnato la cultura del lavoro e del rigore".
E proprio su Ventura e l'anno in granata ha ricordato: "Uno squadrone, sono stato da Dio. Ventura in panchina, Antenucci e Bianchi davanti. Sono stato orgoglioso di aver giocato in una piazza simile, storica, magica. È stato l’ultimo acuto della carriera".
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